Domenica 18 maggio – Roma – Parrocchia di S.Ippolito

Di   20/05/2014

Un’immersione totale, quella della giornata di domenica 18 maggio, a Roma, nella parrocchia di S.Ippolito.
Arrivata il pomeriggio del sabato, trovo un gran fermento tra chiesa e sacrestia: incontri di preparazione al battesimo, lupetti scout che giocano in cortile, prove della prima comunione per un gruppo di quasi 50 bambini. Incontro subito Pino e poco dopo sua moglie Francesca: diacono a servizio della Parrocchia, mentre lo guardo tranquillo nel frastuono di ciò che ci circonda, ripenso agli anni in cui si conobbero, lui e Francesca, universitari fuori sede, in parrocchia, ed ora hanno quattro figli ed esprimono il loro amore in parrocchia, oltre che in famiglia ed al lavoro.
Mi viene incontro Giuliano, impagabile sacrestano (e molto più): sa che quando arrivo ho bisogno di aiuto e si offre di portare la macchina nel cortile interno, di aiutarmi a scaricare tutto per il mercatino, portare i tavoli e le sedie… E’ un attimo: gli aiuti si moltiplicano e la cappella in fondo alla chiesa – che serve per le celebrazioni invernali – diventa lo spazio per la nostra esposizione ed il luogo dove incontro un sacco di amici.
Ci raggiunge Fabrizietto che si è occupato di organizzare in modo che ci fosse sempre qualcuno con me al mercatino, attacca lo striscione con la scritta “Casa di Lazzaro”: siamo pronti!
In chiesa i bambini stanno facendo le prove della prima comunione. Mentre con Michelina allestiamo il mercatino mi immergo nell’atmosfera della parrocchia, ricordo, prego… Il passato e il presente profumano di chiesa, di amicizia, di servizio condiviso.
Già dalla messa prefestiva comincio ad incontrare alcune persone e mi fermo a chiacchierare, raccontare, ricordare…
La sera trascorre nella nostra casa provincializia di Pietralata, dove le suore mi accolgono sempre con molta disponibilità, si interessano alle nostre varie attività e dove respiro un clima di famiglia. Nella loro chiesa prego al mattino, prima di raggiungere di nuovo S.Ippolito dove rimango per tutte le messe.
E’ un continuo via vai: incontri di gente conosciuta e non, molti acquisti, molto affetto da parte delle persone con le quali abbiamo condiviso anni di vita parrocchiale difficili e costruttivi.
Così scorre la mattina!
Grazie ai sacerdoti: a don Mauro, assente, ma presente nel cuore di tutti, che aveva organizzato questa giornata; a don Dante, così cordialmente fratello; a don Paolo ed anche a quelli che non conosco personalmente.
Grazie alle persone che si sono scambiate per aiutarmi al mercatino: Michelina, Maria, Fiorella, Francesca.
Un grazie speciale a Giuliano, ovunque presente, silenzioso e laborioso, pronto e disponibile anche nel caos più totale.
Grazie all’impeccabile regia di Fabrizietto, presente sull’altare e vigile sulle varie attività, compreso il nostro mercatino.
Grazie all’accoglienza familiare per il pranzo, a casa di Claudia ed Antonio, con Simone e Michela. Anche nella loro casa, diversi anni fa, abbiamo sognato insieme.
Grazie alla generosità di tutti, economica ed affettiva.
Nel pomeriggio, dopo aver richiuso le scatole del mercatino, divenute più leggere (grazie alla pazienza di Michela che con precisione ha riposto i gioielli!), c’è stato l’incontro con le coppie.
Era il momento finale di un percorso di catechesi a più voci, portato avanti tutto l’anno. Per me, sacramentina, con un progetto di “famiglia” attraverso l’associazione “Casa di Lazzaro”, don Mauro aveva pensato al tema : Eucaristia e matrimonio.
E’ sempre bello condividere la propria fede e vederla negli occhi delle persone, sentirla nei loro interventi, crescere insieme nell’unico amore che fonda e lancia ogni amore umano, in tutte le vocazioni. Sentivo che le cose che ci dicevamo erano mattoni che in ognuno costruivano un rapporto più profondo, matrimoniale, col Signore, e tra noi costruivano una parte di quell’essere chiesa che ci fa sentire a casa quando preghiamo e stiamo insieme nel suo nome.
I fiori che le bambine mi hanno regalato sono ora in chiesa, qui ad Acquapendente. L’abbraccio di don Dante, don Paolo e di molti, vecchi e nuovi amici, sono nel mio cuore.
E mentre aspetto il gruppo di ragazzi che verranno a fine giugno con don Paolo a fare un campo di formazione e servizio, penso che è bello vivere nella chiesa dove possiamo essere insieme anche se siamo lontani.
GRAZIE!

Sr. Amelia