Racconti d’estate 2014

Di   31/08/2014

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Ci son giorni in cui, mentre albeggia, dalla cappella guardo la casa che si svuota: si spengono le luci, dalle scale sale il profumo del caffè, poi sento i passi pesanti nel chiostro e il portone che si chiude.

Così mi sembra di cogliere, da parte di tutto il convento, un sospiro di sollievo e un sorriso di soddisfazione, quasi che pensasse ad alta voce: “Ce l’ho fatta, anche per oggi è andata. Ho temuto di cedere qua e là, di scoppiare per quanti erano, di crollare di sfinimento… Con l’acquazzone mi son detto: è fatta, adesso vien giù il tetto ed è finita… ma non è successo niente. Tutti sono stati contenti, hanno riposato, parlato, riso, cantato, cucinato, mangiato, lavato i panni; tutti hanno ammirato il prato e il bosco, hanno raccolto dall’orto, hanno trovato silenzio e pace ed ora che sono ripartiti, mi rimetto un po’ in sesto e sono pronto per un’altra giornata, per un’altra ondata di gente.”

Questo mi sembra dire il convento e questo penso anch’io: non sono certamente state le nostre sole forze a far fronte all’impegno di quest’estate, tanti amici ci hanno aiutato e soprattutto il Signore è stato presente in ogni momento a tracciare il cammino, aprire porte, suggerire soluzioni, correggere il tiro, rasserenare, sostenere…

Perché davvero quest’estate è stata la più impegnativa vissuta finora ad Acquapendente, sia per il numero delle persone che hanno sostato in questo convento (ad oggi sono più di mille e l’estate non è ancora finita!) sia per i molti lavori che abbiamo potuto fare.

Per quanto riguarda le presenze voglio sottolineare:

  • L’esperienza della “Summer School” che ormai ogni anno si ripete da parte di insegnanti e studenti stranieri di diversa provenienza;
  • L’esperienza nuova della ONLUS nata da poco con un interesse archeologico ma soprattutto con una forte impronta educativa;
  • I campi scuola parrocchiali in cui ho veramente ammirato sacerdoti ed educatori, giovani e adulti, animati dalla fede e dalla dedizione ai ragazzi;
  • L’incontro con più famiglie di pellegrini: genitori e figli, anche piccoli, a piedi o in bicicletta, per sperimentare la gioia della conquista, la possibilità di vivere con poco, senza pretese, per godere le luci dell’alba e il sonno della stanchezza, l’accoglienza semplice da parte di sconosciuti;
  • Per la prima volta quest’estate ho incontrato gruppi di ragazzi a piedi o in bicicletta, che percorrevano la Francigena con i loro insegnanti (d’estate!), per i quali ho provato una grande ammirazione;
  • Si moltiplicano le presenze di pellegrini disabili: un gruppo di non vedenti con i loro accompagnatori, alcuni ragazzi in carrozzina all’interno di gruppi parrocchiali o di amici. Questo mi ha fatto pensare con più insistenza alla necessità di avere camere e bagni al piano terra;
  • Il passaggio sempre più frequente di sacerdoti e religiosi, sia con gruppi parrocchiali o giovanili, sia tra loro o in solitudine: in questo caso, con il pellegrinaggio vogliono vivere un’esperienza di radicalità in un momento particolare della loro vocazione (prima dell’ordinazione sacerdotale, dei voti perpetui o per fare memoria di un evento particolare della loro famiglia religiosa);

Il numero dei pellegrini è stato comunque superiore di molto a quello di tutti gli altri anni e non accenna a diminuire. Ora non sono più grossi gruppi (siamo arrivati ad ospitarne 64 in un solo giorno!) ma arrivano in continuazione, dall’ora di pranzo all’ora di cena.

Molte sono state le persone che ci hanno aiutato nelle varie necessità che la continua accoglienza crea.

  • Chi ci ha aiutato a riordinare ogni giorno, anche occasionalmente, magari perché era venuto a trovarci e ci ha viste indaffarate;
  • Chi si è occupato del prato, della vigna, delle aiuole, del sagrato, dell’ordine e della pulizia degli esterni e degli atri;
  • Chi si è preso cura dell’orto e della caldaia;
  • Chi ha radicalmente pulito e riordinato la cucina dei pellegrini.

Grazie di cuore ad Antonella e Graziella, amiche di sempre, alle suore di Piazze con Gabriella, sempre disponibile e a quelle di Orvieto che son venute a trovarci, grazie a Mario, Marco e Antonella, Erino e Luca, Enzo e Alessandra di Vicenza, Lino e Mario di Bergamo, don Alfredo e la sua famiglia di Milano, Renza, Marisa e Bianca di Bergamo, Giovanni e Francesca di Verona, a tutta la mia famiglia, sempre più presente, soprattutto in questi mesi in cui la mamma ha vissuto qui: mia sorella, suo marito e i loro figli con gli amici; Corrado e Giuditta di Bergamo; Andrea e Stefania di Roma che hanno sostato qui un’intera giornata con la loro famiglia e gli amici.

Ringrazio in modo particolare il Signore per le molte messe che sono state celebrate in questi mesi nella nostra chiesa: è un dono grandissimo che, da questo colle benedetto, vorrei dilagasse ovunque e raggiungesse ciascuno.

Per quanto riguarda i lavori che sono stati fatti in questi mesi, posso dire che sono davvero tanti!

  • Sono stati conclusi i lavori di consolidamento e pulizia nella cappella in fondo al bosco, dove riposano un parroco della zona e alcuni frati che hanno vissuto qui;
  • E’ stato svuotato e ripulito il capanno degli attrezzi dove sono stati riposti i macchinari per l’orto e la manutenzione del verde;
  • E’ stata ripulita e letteralmente “salvata” la vigna che ora, rigogliosa, mette in bella mostra la sua uva bianca e nera;
  • Sono state rifatte alcune parti dei tetti più bassi dai quali pioveva in chiesa e, con l’occasione, è stata ripristinata la campana della nostra chiesa che inaugureremo nella festa della Madonna il prossimo 7 settembre;
  • E’ stata rifatta la parte terminale del tetto sopra la cucina dei pellegrini, che era molto pericolante, con i traversini consumati e addirittura staccati dal muro; lo stesso è stato fatto con la parte del tetto che si trova nel chiostro, sopra le camere dei pellegrini;
  • Sono state riprese piccole parti di muro esterno che si sgretolavano;
  • E’ stato fatto un intervento di emergenza sullo scarico di un bagno che, non essendo in funzione quando sono stati fatti i vari allacci per la fogna, non era collegato al nuovo impianto;
  • E’ stato imbiancato, consolidato e ripulito l’ingresso del convento, su una parete del quale è stato posto l’ingrandimento dell’icona di Betania, dono di Fabrizio ed Emanuele di Roma e su un’altra spicca una panchina nuova, dono delle amiche bergamasche, che invita alla sosta;

    Icona di Betania

    Icona di Betania

  • Anche uno dei due appartamenti che si affacciano sul sagrato è stato imbiancato, grazie al lavoro prezioso e disinteressato degli amici Lino e Mario.

Molto di quanto è stato realizzato è dovuto alla famiglia Sensi di Piansano che, in amicizia, ha lavorato qui per molti mesi. A loro va la nostra gratitudine e l’affetto perché si sono presi a cuore questo convento come se fosse casa loro, ne hanno avuto cura, hanno fatto molto di più di quello che era il loro lavoro e non solo con competenza e passione, ma proprio come gente di casa e di famiglia. Grazie a Renzo, Luciano e Dario.

Ecco perché dicevo che è stata un’estate impegnativa! Ma anche piena di buoni frutti: oserei dire che più ancora dei molti lavori fatti, sono state importanti le molte relazioni buone, il coinvolgimento – il più delle volte spontaneo – da parte di tanti, l’amicizia, l’affetto, il mettere a disposizione, da parte di ciascuno, la propria competenza e il proprio tempo.

Come ogni anno, alla fine dell’estate, Acquapendente ha vissuto per 4 giorni l’evento della “Festa contadina”, durante la quale anche noi abbiamo fatto il mercatino. Renza, Marisa e Bianca sono venute da Bergamo per aiutarci in questa impresa, portando con sé anche molti lavori di stoffa e gioielli- frutto del lavoro loro e di altre amiche, tra cui Nadia e Giovanna-  che hanno avuto molto successo. Grazie alla loro presenza allegra, disponibile e aperta che tutti hanno ammirato. E’ stato bello averle qui in modo così familiare.

Mercatino Mercatino Mercatino Mercatino

Ed ora stiamo per chiudere l’estate con una festa che molti anni fa don Luigi volle riprendere, quella della Madonna dei Cappuccini, la prima domenica di settembre. Trovate in allegato il volantino con il programma. Sarei tanto contenta di avere qui tutti coloro che fanno parte dell’Associazione e tutti gli amici. Fin da ora affido ciascuno ed ogni famiglia alla Madonna che, con la sua presenza nella nostra vita, ci rende uomini e donne simili a Gesù, sale e luce del mondo, presenze serene che portano a Lui.

Un grazie particolare per i volantini che trovate in allegato a Giulio che, con pazienza e competenza, mette insieme le bozze a matita che gli mostro e ne fa dei piccoli capolavori. Lui e tutto il coro della domenica mattina alle 9 non sanno quanto sono stati importanti per me in questo anno difficile, con la loro stima, l’accoglienza e la vicinanza. Grazie a loro e al Signore che me li ha messi accanto.

A domenica 7 settembre, dunque, per tutti quelli che potranno venire e per gli altri, al prossimo racconto!