Tempo di raccolta e di semina, questo dell’autunno.

Di   31/10/2014

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L’estate è stata ricca di frutti di ogni genere, qui nel convento di Acquapendente: i frutti della terra e quelli umani sono stati abbondanti. Nella vita cristiana non c’è sosta; più ancora che in quella naturale, tutto va investito di nuovo, è vissuto come un dono ricevuto, da trafficare, da far fruttare.

E la nostra vita è davvero carica di doni: la natura è rigogliosa e rasserenante, luogo di pace e di festa; il continuo passaggio di pellegrini ci mantiene aperti e disponibili, in un atteggiamento profondo di provvisorietà, di accoglienza povera, di scambio fraterno.

E’ stato bello, qualche sera fa, accompagnare alcuni pellegrini a far la spesa al vicino supermercato. Mentre pregavo il rosario in macchina, aspettandoli, pensavo che è bello esserci quando si serve, senza ruoli e senza importanza.

Le molte persone semplicemente passate da qui, o che vi hanno sostato alcuni giorni – siamo intorno alle 1200 presenze, a tutt’oggi – ci hanno comunicato esperienze ricche di umanità, di valori, di fede, in molti casi. E sono rimaste affascinate dalla bellezza povera, dal clima raccolto di questo convento. Tutti l’hanno vissuto come una sosta del corpo e dello spirito, uno “stare” a casa per un po’. Una sosta da spendere poi nella vita di tutti i giorni, non come un ricordo custodito con nostalgia, ma come un nutrimento che permette di continuare il cammino con più coraggio e speranza, diventando capaci di comunicare che una vita più umana e più cristiana è possibile; acquisendo la forza interiore per costruire, mossi dallo Spirito Santo, vie nuove di umanità, cammini silenziosi di incontro, confronto e creatività.

Dopo l’abbondante raccolto c’è la nuova semina, non ci si può impigrire godendo i frutti. Nessuna paura del futuro perché è nelle mani di Dio. In questi giorni alcune esperienze mi sembrano segni della novità portata dal nostro Dio che sempre viene:

  • penso al coraggio di due giovani che si sposano, dopo tante battaglie;
  • alla festa di una nuova maternità, nonostante i problemi degli altri figli ancora piccoli e del lavoro precario;
  • alla lotta di una giovane mamma contro il tumore, forte dell’amore dei suoi cari e della fede che sposta le montagne;
  • alla capacità di ripartire da zero quando il lavoro non c’è più e i problemi economici rischiano di farti finire per strada.

A questo proposito, in uno degli appartamenti che fin dall’inizio avevamo pensato destinati all’accoglienza – e che chiameremo “Betania 1” – si sta trasferendo una famiglia di Acquapendente in temporanea difficoltà. Lo considero un dono di Dio che realizza uno dei nostri sogni: poterci fare prossimi a chi, in un tempo faticoso della vita, non ce la fa da solo.

Molto riceviamo, molto ci è chiesto di donare e lietamente, per abbondanza, perché ciò che si dona si moltiplica.

E’ ripreso il lavoro in parrocchia, le molte relazioni buone, radicate nella fede, i cammini che si incontrano, i problemi da avvicinare ed accompagnare.

E’ buona anche la collaborazione col Comune perché l’accoglienza dei pellegrini si arricchisca di servizi concreti e di offerte culturali e religiose.

Autunno, tempo di nuova semina! Dopo tanti frutti torniamo a lavorare e seminiamo tutte le cose belle che hanno arricchito la nostra vita.

  • Con Stefania stiamo pensando ad un catalogo dei lavori che facciamo per i mercatini…
  • Sempre da più parti vengo sollecitata a creare occasioni di incontro tra noi, per costruire sempre più una “rete” nella quale ciascuno non si senta solo nel concretizzare i progetti che condividiamo, là dove vive.
  • Anche per questo prossimamente comunicherò a tutti quello che con Giulio, Valeria e altri stiamo pensando per compattare, definire e rilanciare il “gruppo degli amici” che tanta parte ha avuto nei primi anni dell’Associazione in quanto “cerchio largo” della stessa.
  • Ricevo molti inviti a mettere in cantiere il libro di ricette di cui da anni stiamo parlando. Magari a più mani ce la possiamo fare…

E chissà quante cose belle ha in mente ciascuno di voi! Perché non provare a scambiarcele?

Intanto continuiamo a seminare, largo e con fiducia, perché il Dio della vita sa far fruttare il cento per uno. Seminiamo ovunque, soprattutto là dove il terreno sembra più duro e impermeabile – quando penso che dove da molti anni facciamo l’orto, quando arrivammo nel 2001 c’erano i resti di un campo da bocce – seminiamo contando sul Vangelo, sulla forza della preghiera, sul bene fatto di piccoli gesti silenziosi che non attirano l’attenzione, sul sacrificio nascosto che ci porta a mettere al centro della nostra vita il Signore e gli altri, mettendoci in parentesi, perché l’amore non calcola e non misura. Seminiamo al di là dei risultati, perché lo stesso seminare porterà frutti buoni in noi e intorno a noi.

Ce lo insegnano i santi che festeggiamo in questi giorni, e anche coloro che non troviamo sui calendari ma che ci hanno preceduto e ci aspettano per continuare a vivere insieme.

Per questo affido ciascuno alla Madonna che non si è risparmiata per fare spazio alla vita e vi aspetto tutti, quando vorrete, in questo luogo meraviglioso.

Sr. Amelia