Seconda domenica di Avvento

Di   07/12/2014

Divino_Amore_a_largo_Preneste_-_il_doppio_1240654L’attesa dell’Avvento – e di tutta la vita cristiana – non è passiva, incantata, relativa a qualcosa di esterno e lontano da noi. C’è un’urgenza senza ansia, una letizia che dipende solo da Dio e dal suo rapporto con noi, che ci spinge ad andargli incontro, ad aprire porte, scovare sentieri, intraprendere nuovi inizi. Non c’è mai nulla di scontato e di ripetitivo nel venire di Dio.

Certo, la nostra esperienza e tutto ciò che ci circonda, parlano anche di fragilità, cattiveria, smarrimento, solitudine: penso a questa guerra mondiale vissuta, come dice Papa Francesco, a pezzi, che coinvolge tante nazioni; ai bambini uccisi prima della nascita e anche dopo, nelle loro famiglie e all’interno della parentela; alle violenze sulle donne; ai troppi disoccupati, terremotati, alluvionati, profughi…Penso alle divisioni, anche all’interno della Chiesa, alle troppe chiacchiere, alla superficialità con cui si esprimono giudizi.

Ci sentiamo impotenti e sopraffatti, piccoli e privi di risorse. E’ così per quanto ci riguarda, ma   Dio è con noi, viene a salvarci!

Ancora oggi viene: consola, parla al nostro cuore, non ci lascia schiacciare dai nostri limiti e da quelli degli altri. Se ci troviamo nel deserto, se il mondo ci sembra un campo minato e questo clima di guerra  – talvolta anche nei rapporti tra noi – sembra prevalere, in questo tempo d’Avvento con forza Dio ci fa sentire tutto il suo calore, ci dice che anche nel deserto si possono aprire strade, che le grandi difficoltà possono essere  affrontate e gli errori rimediati. La paura non ha l’ultima parola, già da ora, e la letizia può di nuovo riempire i cuori perché Dio è il Buon Pastore, il papà che ci porta in braccio come bambini piccoli e si prende cura di noi, ci scalda col suo amore, ci nutre di pane e di amicizia, ci regala una famiglia.

A noi il compito di “aspettare ed affrettare” la sua venuta: sicuri della sua presenza con noi, del suo prendersi cura di noi, a nostra volta cerchiamo di prenderci cura di chi è fragile e solo, in difficoltà, di chi segna il passo, vive al buio e non trova via d’uscita. Con Lui anche noi possiamo consolare, seminare ovunque piccoli segni di novità, di amore creativo, operoso, lieto, instancabile.

In questo tempo d’Avvento ed in questa settimana in special modo, affidiamoci a Maria che l’8 dicembre festeggeremo col titolo di Immacolata. Lei, piccola donna che tanto ha disorientato i potenti e i sapienti di questo mondo, con la sua umiltà e la sua fiducia ha sconfitto ogni forma di male: la paura, il rifiuto degli altri, la malafede, persino il dolore della morte del Figlio. Il male non ha potere su di lei. Perciò facciamo come i bimbi piccoli, stringiamoci a lei, non per nasconderci e sottrarci alla lotta che ci fa diventare liberi e maturi ma per avere un’arma infallibile e combattere il male col bene, la cattiveria con l’amore a la preghiera.

A questo proposito condivido con voi un brano del “Trattato della vera devozione a Maria” di S. Luigi Grignion de Montfort:

“Chi vuole trovare con sicurezza Gesù Cristo abbracci di gran cuore la devozione alla Santa Vergine. E’ una via tracciata da Gesù, la Sapienza incarnata; passando per essa non possiamo sbagliarci. E’ una via facile, per la pienezza di grazia e dolcezza dello Spirito Santo che la pervade; camminandovi, non ci si stanca affatto né si indietreggia. E’ una via breve, che conduce a Gesù in poco tempo. E’ una via perfetta, dove non c’è né fango, né polvere, né peccato. E’ infine una via sicura, che ci conduce a Gesù e alla vita eterna in modo diritto e sicuro. Entriamo quindi in questa strada e in essa camminiamo giorno e notte, fino alla pienezza dell’età di Gesù Cristo.” (n°168)

La Parola di Dio sia la nostra luce, l’Eucaristia il nostro pane quotidiano, l’impegno ad essere fratelli sia il nostro modo per esprimere la gioia di fare famiglia con Gesù e Maria.

Nell’angolo della preghiera, nella nostra casa o semplicemente nel nostro cuore, affidiamo di nuovo la nostra persona, i nostri cari, il mondo intero alla maternità dell’Immacolata per essere come lei forti nella lotta contro il male, dolci per abbracciare, scaldare, far crescere ogni seme di vita buona.

Preghiamo gli uni per gli altri. Buon cammino!

Sr. Amelia