Terza domenica di Avvento

Di   13/12/2014
Santa Teresa di Gesù in un dipinto di Pieter Paul Rubens

Santa Teresa di Gesù in un dipinto di Pieter Paul Rubens

“Vieni, Signore, non tardare!” Alla preghiera, gioiosa e accorata insieme della Chiesa, fa eco la risposta di Gesù: “Eccomi, vengo presto!”

Le ultime battute dell’Apocalisse esprimono il desiderio dell’ incontro tra Dio e l’uomo. Tutta la vita cristiana è il desiderio di un incontro che, proprio perché sperimentato ogni giorno nella fede, nei sacramenti, nella Chiesa, si fa sempre più profondo. E’ una crescente familiarità col Dio cristiano che, diventando uomo in Gesù, si fa vicino, uno di noi.

L’umanità di Gesù è uno dei misteri più affascinanti del cristianesimo.

Gesù nasce e cresce come ogni uomo, impara, ama, stringe amicizie, sceglie la sua strada nella vita, ride, piange, mangia, dorme, prega e chiede aiuto, ha dei dubbi, soffre, abbraccia, sorregge, prende per mano, serve e si lascia servire, chiama e risponde, guarda fino in fondo all’anima, ascolta, accarezza, ha compassione, cammina, si arrabbia per l’ottusità di alcuni ed esulta per la fede dei piccoli, si fida, si abbandona, lascia tutto, persino la vita.

In ogni momento della vita possiamo fare l’esperienza di Maria che questa terza domenica di Avvento ci offre come compagna di strada. Dopo avergli dato la vita l’ha semplicemente seguito, passo dopo passo, l’ha ascoltato annunciare una Parola di gioia che rovesciava il modo di pensare Dio e l’uomo da parte di tutti, compresi gli uomini di chiesa. L’ha seguito sui sentieri inediti della fraternità nella quale non c’è più uomo o donna, dove l’ultimo è il primo e il più piccolo è il maggiore.

Lasciamoci affascinare da questa umanità nuova che ci fa uscire dal nostro modo di pensare, di vedere, di giudicare, di vivere i rapporti. Lasciamoci prendere dallo sguardo pulito di Gesù che ci vede belli come siamo usciti dalle mani di Dio, dalla sua amicizia che ci conquista e ci disarma così da renderci aperti e liberi, costruttori di fraternità.

Entriamo in un rapporto così stretto con Lui che ce lo renda sempre più familiare nella vita di ogni giorno, negli impegni e nelle relazioni: tutto sia occasione di incontro e di dialogo con Lui che diventi l’unico centro della nostra vita, l’unico bene irrinunciabile, l’unico amore che dà vita a tutto. Che possiamo essere, grazie al nostro vivere familiarmente con Lui, impegnati e spensierati, capaci di sopportare la fatica ed insieme leggeri, pellegrini nella vita, gente che cammina, che esce – come continua a dire Papa Francesco – che semina il bene senza aspettare niente in cambio, gente col cuore al sicuro e quindi forte contro ogni tipo di male.

“LA GIOIA DEL VANGELO SIA LA NOSTRA FORZA”:  è questo il saluto liturgico di questa terza domenica d’Avvento chiamata la domenica della gioia ed è l’augurio che ci rivolgiamo.

E per vivere intensamente un’amicizia stretta che diventi una vera familiarità con Gesù, ci lasciamo aiutare da S.Teresa che lo ha molto amato.

“E’ da lui, dalla sua umanità, che ci vengono tutti i beni. Meditando la sua vita non si troverà modello più perfetto. Che cosa possiamo desiderare di più quando abbiamo al fianco un così buon amico che non ci abbandona mai nelle sventure come fanno gli amici del mondo? Beato colui che lo ama per davvero e lo ha sempre con sé! Ogni volta che pensiamo a Cristo, ricordiamoci dell’amore che lo ha spinto a concederci tante grazie e dell’accesa carità che Dio ci ha mostrato dandoci in lui un pegno della tenerezza con cui ci segue: amore infatti domanda amore.”   (da” Il libro della vita” di S. Teresa di Gesù).

A volte il Signore ci fa sperimentare la sua amicizia anche attraverso le persone. E’ quello che abbiamo vissuto qui nei giorni scorsi quando alcuni amici sono venuti ad imbiancare alcuni ambienti del convento. Non vi anticipo nulla perché aspetto le foto e dedicheremo uno spazio solo a questi bellissimi giorni. Intanto ringrazio, a nome di tutti, Corrado e Giuditta, Serafino e Mari, mia sorella Nicoletta e mia mamma: tutti hanno lavorato con una gioia davvero contagiosa ed hanno lasciato il segno dell’amicizia e della condivisione sui muri e nei nostri cuori.

Preghiamo di cuore gli uni per gli altri e scambiamoci un abbraccio da amici.

Sr. Amelia