Scambio epistolare

Di   26/02/2015

L112ex18 Febbraio 2015

Cara Suor Amelia,
queste “ceneri” 2015 sono particolarmente significative, in un mondo in cui gli orrori della guerra si fanno ogni giorno più mediaticamente evidenti.
La visione della guerra rappresenta una tentazione fortissima di cadere nella trappola del pessimismo e della rinuncia.
Trappola infida, nella quale e’ facile cadere e dalla quale e’ difficile liberarsi.
Infida perche’ da un lato e’ necessario prendere consapevolezza del male che ci circonda, ma dall’altro e’ necessario riuscire a prenderne le distanze per non farsi sporcare da quell’odio e dalla paura.
Per esempio, come possiamo dare consapevolezza di tutto questo ai nostri figli, ancora bambini o adolescenti, senza turbarne lo sguardo o il pensiero?
Come spiegare a loro le tragedie dei profughi e degli ostaggi decapitati, senza impaurirli sul futuro?
Se si impauriscono LORO, siamo davvero finiti.
Se LORO perdono la speranza (direi la certezza) del futuro, in cosa potranno trovare la forza per studiare, per costruire, per mantenersi sereni?
La vera tentazione, nella quale io cado di continuo, e’ quella di considerare il male ineliminabile, e la speranza di un mondo migliore solo “un pannuccio caldo”, utile solo per tentare di sopravvivere e di resistere.
E’ la vera tentazione di considerare Dio NON onnipotente, e di vederlo come un padre piangente che non riesce ad aiutare i suoi figli, esattamente come vedo ora me stesso.
Un caro abbraccio; ti auguro “ceneri” di purificazione ma anche di rinascita, visto che la cenere e’ anche un ottimo fertilizzante.
Ciao

Risposta di Sr. Amelia

Caro,
ho pregato prima di risponderti perché le tue sono le domande che mandano in crisi tutti.
Non ho risposte preconfezionate. So che ci sono svolte nella vita e che forse questo tempo così difficile sta obbligando tutti noi a farne una verso una fede più matura.
Questa è l’ora di essere cristiani davvero: “Il mondo vi odierà, ma non abbiate paura: io ho vinto il mondo”.
L’unica vera protezione per noi e per i figli è sapere, credere e vivere che “l’amore è più forte della morte” (Cantico dei Cantici).
“Potete ucciderci ma noi continueremo ad amarvi.” (Martin L. King)
Non c’è un’altra strada e ci impegna a vivere fino in fondo ogni possibilità di bene in modo creativo sapendo che sarà l’amore ad avere l’ultima parola. La croce è una sistemazione provvisoria, diceva don Tonino Bello…
E la liturgia di oggi ci indica la strada della felicità: “Scegli la vita, amando il Signore e tenendoti unito a Lui perché è Lui la tua vita…per abitare la terra…” (Dt.30).
E in Lui c’è l’unica gioia che niente e nessuno può toglierci, nessun orrore, nessuna ingiustizia.
Far crescere il bene, rendere più abitabile la terra è il messaggio che dobbiamo dare ai figli e viverlo con loro per essere forti e sereni sempre.
Un abbraccio forte
Sr. Amelia