Dalla Parola alla vita…

Di   26/03/2015
don_alfredo«In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero».Non siamo stati fatti per la schiavitù ma per la libertà: il Creatore anzitutto si è rivelato come il Redentore, il Liberatore. Ma quante sono le schiavitù nella vita dell’uomo e nella storia dell’umanità! La più dura, quella che nemmeno Dio può sopportare per le sue creature, è quella del peccato. Ogni schiavitù è violenza che toglie dignità, buona considerazione di sé, prospettiva e inietta il veleno della paura che paralizza, spaventa, sfibra, scoraggia… come pure la tentazione del rancore, dell’odio e della vendetta. Infine il peccato realizza una divisione ancora più devastante che quella dagli altri, da se stessi e dal proprio futuro: quella da Dio. Il dubbio radicale sulla sua bontà e benevolenza, sul la fedeltà del suo amore, sul suo perdono, è il cavallo di Troia che lasci entrare nella mente e nel cuore consegnandoti al peccato. Ed è la fine: da te non ne esci più, il tarlo rode pian piano e mina ogni intento e ogni impresa, specie quelle più belle. San Paolo scrive: Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto… c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio…Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!

Talvolta giungo a fare verità sulla mia vita solo per resa alle tante paure o perché scoperto manchevole: ma… è solo una mezza verità. Perché solo quando permetto alla luce della Parola di illuminare la vita so-no condotto dallo Spirito alla “verità tutta intera”, nella quale prima che un peccatore sono anzitutto un figlio amato e perdonato da Dio. Questa verità non mi umilia, anzi libera; non mi ‘distanzia da’ ma mi rinnova l’invito alla confidenza, filiale e fraterna. E’ cammino lungo, in salita, con tanti momenti di stanchezza e cadute, ma è quello per il quale sono stato condotto nella vita dal Signore: dopo ogni caduta, piccola o grande, Lui mi risolleva. E’ il cammino che, riconoscente, ancora scelgo di seguire perché è la mia unica e vera speranza. Pregate con me e per me, come io prego per voi, perché possa giungere alla prossima Pasqua e cantare “l’amore fedele che non mi ha lasciato”.

don Alfredo