PASQUA  2015 – Anno della vita consacrata

Di   04/04/2015
Parco della Comunità di Capodarco

Parco della Comunità di Capodarco

Era il luglio del 1973 e mi trovavo in una comunità di accoglienza e di vita insieme con persone che avevano gravi disabilità o che, pur molto giovani, a volte minorenni, erano passate attraverso esperienze molto dure ( carcere, droga, prostituzione…).

Con un gruppo di amici e il sacerdote che animava il nostro oratorio avevamo deciso di non fare le solite vacanze, nell’intento di misurare e far crescere la nostra fede a contatto con i problemi di chi era meno fortunato di noi. Rimasi quasi cinque anni in quella comunità e la mia vita cambiò radicalmente, fino a scoprire la chiamata alla vita religiosa.

Allora il nome di quella comunità era “Centro comunitario Gesù Risorto” e tutta la vita che vi si svolgeva – gli uni al servizio degli altri, reciprocamente, in modi diversi – mirava alla risurrezione di ciascuno dalle varie morti incontrate durante la vita, esprimendo il più possibile il bene, il bello e il buono che tutti portano in sé, a volte inconsapevolmente.

La vita religiosa radicalizzò allora quella scelta perché scoprii che a volte siamo così impotenti e piccoli e incapaci davanti al dolore immenso degli altri che occorre andare alla radice, all’Unico che può salvare davvero. Sperimentavo che nonostante la condivisione della vita, il servizio, l’amicizia, la rinuncia ad una felicità egoistica, le persone erano come pozzi senza fondo, cercavano di più. Ed è un di più che arriva al cuore, lo scalda e lo colma, e questo lo può fare solo Dio. A Lui allora consegnai la mia vita, affascinata dalla sua ardente e silenziosa donazione nell’Eucaristia, perché facesse di me un piccolo segno di Lui, un piccolo sacramento. Una sacramentina, appunto.

Ad ogni Pasqua torno a questa radice della mia vocazione con infinita gratitudine.

Ad ogni Pasqua vado col cuore in tutti i luoghi del mondo (Kenya, Siria, Palestina, Iraq, India…), in tutte le case degli uomini (famiglia naturale e religiosa, associazione, amici, conoscenti…) chiedendo al Signore di rendermi un segno di Lui, della sua presenza e vicinanza, del suo credere e far crescere il bene che c’è in ciascuno.

Consegnare la vita perché Lui ne faccia quello che vuole è il mio modo di andargli dietro, di restare in cammino sulle strade del mondo, rendendoLo presente perché vivo talmente di Lui che resto quasi nascosta per metterlo in luce.

Ad ogni Pasqua prego che la risurrezione di Gesù raggiunga, anche tramite la mia vita e la mia preghiera, tramite tutti quelli che vivono dentro e attorno alla “Casa di Lazzaro”, ogni uomo e donna che stanno facendo fatica, che sperimentano una qualsiasi forma di morte, perché tornino a sperare, si aggrappino alla Vita che non muore mai e si liberino da tutto ciò che “ruba la speranza”, come dice Papa Francesco.

Tutti noi che abbiamo il dono della fede non spegniamo la sua luce, non riduciamola a pochi frettolosi gesti dovuti: facciamo della nostra vita un pane buono e profumato per saziare la fame di senso e di gioia che c’è nel mondo.

Facciamo risorgere Gesù nel nostro cuore e nel cuore di tutti! Dilagherà e farà cose grandi e belle…..

Buona Pasqua a tutti!