Fiera dei Campanelli – Acquapendente 12 aprile 2015

Di   14/04/2015

IMG-20150414-WA0006Ore 6.00. Sul vetro dell’auto c’era un po’ di ghiaccio della notte, l’aria era fredda e tutto era buio e silenzio.

Eppure, entrando in paese, già si respirava aria di festa: l’insolito vai e vieni di camion e auto, la domenica mattina, animava il paese, popolato di persone infreddolite e ancora piene di sonno. Solo un quarto d’ora dopo il cielo si stava schiarendo e i rumori dell’inizio della fiera riempivano le strade; qualcuno, dopo un caffè caldo preso nei bar già aperti, cominciava a chiamare, salutare, organizzare tavoli e merci.

Così è cominciata questa Fiera dei Campanelli 2015, tradizionale festa che si svolge ad Acquapendente la domenica dopo Pasqua, nata come festa dell’artigianato soprattutto locale ed oggi allargata a molti altri venditori. Gli artigiani della zona hanno una via tutta per loro e noi siamo stati accolti in questa categoria, essendo i nostri oggetti fatti a mano. L’ingegno si esprime in molti modi tra i vari espositori: stoffe, ceramiche, cesti, cuoio, decoupage, ricamo e cucito…Ricorrono, tra i molti oggetti, i campanelli realizzati e decorati in modi diversi, veramente con arte. Fin dal mattino c’è stata tanta gente che poi è diventata un fiume ininterrotto, un pochino rallentato all’ora di pranzo e ripreso con vigore fino alle ore 20 circa. Gli scorsi anni spesso nuvole, pioggia e vento avevano guastato la festa, ma quest’anno abbiamo avuto in dono per tutto il giorno uno splendido sole che ci ha riscaldato per lunghe ore, dopo le temperature polari del mattino. Anche il “clima umano” è stato caldo: favorite anche dal trovarsi ed incontrarsi per strada, le persone erano contente di salutarsi, scambiarsi notizie, ritrovare amici, condividere momenti preziosi ed insoliti. Hanno ragione coloro che camminano: la strada è un’occasione per dare valore alle cose che contano, riscoprire l’essenziale, fare a meno del superfluo. Per strada tutto è un dono: lo sguardo, il sorriso, la parola di chi ti incrocia; il bicchiere d’acqua fresca; l’ospitalità di una casa amica; l’ombrellone prestato per ripararti dal sole; chi ti aiuta a caricare e scaricare l’auto; chi ti dà il cambio se ti assenti un attimo; chi ammira il lavoro e cerca di capire il progetto che lo anima…

E’ stato particolarmente bello per me il fatto che la fiera coincidesse con la festa della misericordia e l’inizio dell’anno della misericordia voluto da Papa Francesco. La misericordia è l’amore di Dio che ci prende così come siamo, anzi, più siamo scarsi e più ci ama…e la strada dice questa povertà di noi tutti, l’essere precari, di passaggio, senza sicurezze, l’aver bisogno gli uni degli altri…

L’ho vissuto come un dono di cui ringraziare il Signore e tutte le persone che sono state segno di Lui: Marco e la sua famiglia, Silvia, Pino e Rossella, Ernesta, i molti bambini, Bianca e le amiche del coro, Luciano con la moglie e il piccolo Francesco, Antonella, Daniela, Giovanna… Grazie anche a coloro che avevano preparato molte delle creazioni in vendita: le campanelle di Stefania e Aldina, le collane e i sacchetti di lavanda delle amiche di Bergamo…

Di molti ho raccolto anche le confidenze e le intenzioni di preghiera che mi sono state affidate e che ora “giro” al Signore lungo i giorni. Dopo la mezzanotte ero ancora così elettrizzata che non riuscivo a prendere sonno. Ringraziavo il Signore di essere in un paese così “festaiolo” e lo pregavo di entrare in queste feste del paese e di riempirle di sé perché la gioia non si riduca ad una manciata di ore ma non abbia fine.