Strada facendo…

Di   12/10/2015

Questo titolo di una bella canzone di Baglioni accompagna da molti anni la mia vita e quella dell’Associazione.
E quest’estate in particolare mi è tornata in mente tantissime volte.
Come al solito, cerco di organizzare ogni cosa al meglio e poi…tutto va in modo MOLTO diverso.
Alcuni flash prima di entrare nel dettaglio:

  • Il flusso dei pellegrini sta aumentando tantissimo: la via Francigena si sta organizzando meglio, sia per quanto riguarda la segnaletica che l’ospitalità, da parte dei comuni e di varie associazioni;
  • Si moltiplicano gli amici che ci vengono a trovare: persone incontrate nei diversi paesi e parrocchie nelle quali ho vissuto che sono incuriosite dalla nostra esperienza, restano affascinate da questo luogo quando vi arrivano e ripartono con nuove energie;
  • Sono sempre più anche i gruppi che, oltre al servizio, vengono a fare esperienze educative ricche di significati e aperte a progetti davvero buoni;
  • E’ molto bello il fatto che la Casa di Lazzaro sia anche un luogo di sosta per gruppi di parrocchie vicine che qui pregano, giocano, cucinano;
  • Sono passate di qui, in modo particolare quest’anno, diverse persone appartenenti a varie associazioni con le quali ho trovato alcuni punti di incontro che mi sono sembrati molto significativi;
  • La nostra chiesa ha accolto volentieri alcune coppie che hanno voluto festeggiare quassù il loro anniversario di matrimonio, celebrando l’Eucaristia con parenti e amici.

Tornando alla cronaca, come accade da alcuni anni, il gruppo di studenti internazionali – la Summer School -, guidati da una coppia di insegnanti americani, ha aperto l’estate, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. E’ sempre una gioia vedere l’impegno e l’allegria, lo studio e il gioco di questi giovani adulti che partecipano sempre con molta attenzione anche ad un incontro iniziale con noi per conoscere meglio la Casa di Lazzaro.
Quest’anno in particolare dai gruppi e dai pellegrini ci è stato detto che qui si respira aria di casa e di famiglia. E in effetti anche noi l’abbiamo vissuto così quando proprio nel momento più affollato e caldo dell’estate sono scivolata in casa e ho rotto tre costole, il che ha voluto dire immobilità assoluta, impossibilità di accogliere di persona i pellegrini, seguire i lavori dei gruppi…
E come accade ogni volta che tutto sembra andare storto, le cose sono andate avanti e bene, semplicemente in modo diverso da come l’avevo organizzato.
I gruppi che si sono succeduti in quel periodo – i primi sono stati quelli di due parrocchie romane – si sono sentiti responsabili della conduzione pratica della casa, dell’accoglienza – spesso del ristoro e della condivisione della tavola – dei pellegrini e delle varie attività all’interno e all’esterno della casa. Sacerdoti, capi ed educatori hanno continuato a mantenersi in contatto con me in un confronto ed una collaborazione che mi hanno rassicurata e resa partecipe di tutto quello che si viveva in casa.
Lentamente, a metà agosto, nei giorni in cui avevo vicina tutta la mia famiglia e molti amici sostavano volentieri anche solo per un giorno, festeggiando varie ricorrenze, mi sono rimessa in movimento. L’ho voluto fortemente perché conoscevo il gruppo che stava per arrivare e desideravo moltissimo poter condividere con loro sogni, attività, progetti, rapporti veri. “Al di là del mio naso c’è…” – questo è il nome del gruppo – era passato di qui come gruppo di giovani pellegrini due anni fa ed incontrandoci per uno scambio di esperienze avevamo trovato gli uni negli altri una sintonia e una passione comune che aveva acceso i nostri cuori.
In alcuni giorni di servizio, riflessione condivisa, tempo trascorso insieme, si sono presi cura di alcuni angoli della casa e ci siamo scambiati i sogni. Loro hanno un progetto bellissimo, che già in parte stanno concretamente realizzando e del quale spero vorranno scrivere qualcosa anche per noi.
A fine agosto un numeroso gruppo della parrocchia di Potenza nella quale a maggio avevo vissuto una missione popolare, ha vissuto qui giorni intensi di preghiera – liturgie vissute con serietà, gioia, partecipazione – , di lavoro, di gioco: un’esperienza educativa completa, vissuta nell’allegria e nell’impegno.
E in tutto questo andirivieni di persone e di impegni – a tutt’oggi sono circa 1750 le persone che hanno sostato nella “Casa di Lazzaro” dall’inizio dell’anno – sono proseguiti i lavori di manutenzione che ogni anno cerchiamo di portare avanti secondo le nostre possibilità: è stato realizzato un bagno per portatori di handicap al piano terra; è stata riparata una parte del tetto della chiesa, precisamente sopra l’altare, dove aveva piovuto lo scorso inverno e in questi giorni è stata risanata la zona delle docce dei pellegrini che tanti problemi ci aveva dato in questi mesi.
Grazie agli amici intervenuti con la professionalità e il cuore di sempre.
In tutto questo movimento chi ha fatto più scale in assoluto è stata sr. Livia per la quale quest’estate , a causa della mia immobilità, è stata senz’altro la più impegnativa. Ma il tutto è stato vissuto con la serenità che la distingue e nel clima di famiglia che ci lega.
Clima di famiglia che è stato alimentato anche dalla presenza di mia mamma che quest’anno si è sentita particolarmente utile e ha dato il meglio di sé con la sua laboriosità infaticabile.
Casa e famiglia: queste le sottolineature fatte – come già vi ho raccontato – dal parroco, il 6 settembre, in occasione della festa della Madonna dei Cappuccini.
E’ il nostro sogno che si realizza.
Grazie a tutti e buon anno sociale da poco ricominciato!
Sr. Amelia