QUARESIMA 2016

Di   09/02/2016

IMG-20160209-WA0006Carissimi tutti,
è così vicino ancora il tempo di Natale, da poco concluso, in quest’inizio di Quaresima, che ho scelto come icona quella della fuga in Egitto che porta in sé alcuni messaggi molto suggestivi.
In questo anno giubilare siamo continuamente richiamati a meditare sul “pellegrinaggio”, al quale Papa Francesco ha dato un sapore ed un impegno diverso dal solito, più quotidiano, feriale, domestico, esistenziale.
Resta il valore delle Porte Sante aperte a Roma; resta il fascino di raccogliersi in quella città in cui si può incontrare il Papa e fare esperienza della Chiesa universale.
Ma il Papa ha infinitamente allargato il Giubileo, per fare in modo che nessuno resti escluso: il Giubileo ci viene incontro nelle nostre diocesi, spesso nelle nostre parrocchie, nei moltissimi santuari, nei luoghi in cui l’uomo è relegato dal suo limite, quasi impossibilitato ad accedere alla salvezza: gli ospedali, le carceri, le mense e le case di accoglienza per chi vive per strada.
E non solo.
Il Papa ci invita a fare della porta di casa nostra una “porta santa”, cioè a vivere quel quotidiano, domestico e feriale, che spesso trascuriamo, banalizziamo, sopportiamo, come luogo della salvezza, dell’incontro con Lui che ci salva, sposa la nostra umanità e la unisce a sé.
“ Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino: convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc. 1, 15)
Proprio questa è la conversione radicale a cui ci richiama il cristianesimo: credere che Lui vive con noi e che il Suo Regno è già presente, opera, salva, guarisce, fa risorgere da tante morti, per il suo amore gratuito e con la nostra collaborazione.
Il primo invito è dunque quello al “pellegrinaggio del cuore”, ad una vita interiore vigile, fervorosa, operosa, che, mentre ci fa incontrare Lui come l’amico, lo Sposo, il Salvatore che ci ama senza misura, di un amore eccessivo, ci trasforma a sua immagine, converte per amore e con amore, i pensieri, le intenzioni, le parole, i sentimenti, i modi di fare, le opere.
Un pellegrinaggio che ci offre uno sguardo diverso – quello di Dio che ama e salva – sulle nostre realtà quotidiane.
Lasciamolo agire, lasciamoci amare!
Questo sia l’inizio della nostra Quaresima che – come vedremo nelle prossime riflessioni – ha sviluppi ed implicazioni molto concrete e radicali sulla nostra vita personale e sociale.
Maria, donna sempre pellegrina, ci accompagni in questa sequela di Gesù, sempre esigente, che ci richiama a salvare con coraggio l’essenziale a qualsiasi prezzo, anche a costo di dover abbandonare tutto, restando abbracciati a Lui che sa quello che fa.

Buon cammino,
buon pellegrinaggio del cuore
prima di tutto, verso la nostra vita,
verso noi stessi per poi aprirci serenamente, con fiducia
e amore robusto.

Sr. Amelia