Prima settimana di Quaresima

Di   19/02/2016

Carissimi tutti,

in questa prima settimana di Quaresima ascoltiamo l’invito del Signore restando sulla stessa frase che ha dato inizio alle nostre riflessioni:

“Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo.” (Mc. 1,15)

E’ un pellegrinaggio diverso da quello  a cui siamo abituati: non ci chiede di allontanarci dalla nostra vita di tutti i giorni, né di sospenderla, di prenderci un tempo all’interno di essa in cui fare altro da ciò che facciamo di solito. Ci invita ad abbracciarla, ad entrarci dentro per scoprire il tesoro che nasconde, a guardarla con occhi nuovi, meravigliati, riconoscenti.

Ci invita a varcarne la porta: porta del nostro cuore, nostra prima casa; porta della casa dove abitiamo ogni giorno, porta feriale, domestica, quotidiana.

“Il Regno di Dio è qui” è il primo, sconvolgente annuncio. Il viaggio più importante non è da fare fuori, lontano, è dentro, vicino.

Abbiamo ancora la casa più cara, più sicura, più abitata nel nostro cuore?

E’ lì che si trovano le nostre radici, le memorie – non tanto i ricordi, ma quelle pietre miliari che hanno costruito la nostra esistenza, i passaggi, le tappe essenziali, gli incontri, le scelte….- gli affetti, l’amore di e per Dio, che fonda ogni altro bene?

Sfrondiamo, liberiamoci, alleggeriamo – come i pellegrini veri – il nostro cuore di quello che ci fa confondere il male col bene, che ci fa perdere la nostra identità, non abbiamo paura di dedicare a questo “ritorno” tutto il tempo di cui ha bisogno.

Ricominciamo a pregare, non di corsa e non per modo di dire: scegliamo di regalarci tempi e modi per farlo, ne va del nostro essere più vero e profondo, della nostra felicità, e quindi della nostra capacità di rendere felici gli altri.

Ritorniamo al nostro cuore, varchiamone la porta: è il primo santuario in cui Dio abita e siamo così fortunati da averlo sempre con noi. Restiamoci con gioia tranquilla: ammiriamo l’amore di Dio che ci ha accompagnato per tutti i giorni della nostra vita, sentiamoci accolti, salvati, resi segni di Lui ovunque.

Sì, questa sosta frequente e ripetuta ogni giorno, più volte al giorno, risveglia la consapevolezza e la consistenza del nostro essere nel mondo “sacramenti”, prolungamenti della sua presenza che salva, abbraccia, perdona, guarisce, libera da ogni male.

Varcando la porta della nostra casa ogni giorno, dopo aver sostato nella casa del nostro cuore, avremo occhi, attenzione, cura, per cogliere, abbracciare, medicare, regalare gioia a tutti coloro che, come noi, sono poveri di amore perché lontani da Lui.

Occorrerà lottare, ci vorranno le armi giuste e le giuste medicine per curare il male. Lo vedremo insieme.

La Madre, esperta del cuore e del vivere “dal di dentro”, ci renda piccoli e poveri così che possiamo ricominciare da capo ogni giorno, decentrati da noi.

“Rinuncio a me stesso e mi perdo nelle tue mani, mia cara Madre”. Una piccola preghiera da pellegrini.

Buon cammino!

Sr. Amelia