Seconda settimana di Quaresima

Di   25/02/2016

Carissimi tutti,

se ci siamo davvero avventurati in questo viaggio, dentro la casa del nostro cuore e dentro la casa in cui abitiamo con coloro che il Signore ci ha messo accanto; se l’abbiamo fatto da pellegrini, sfrondando, andando all’essenziale… ci siamo accorti di quanto tutto questo – che sembra così bello e carico di amore ricevuto e donato – sia difficile e quanta lotta richieda.

La lotta, appunto, per il bene contro il male.

Preferiamo un po’ tutti le cose facili, comode, i percorsi pianeggianti e sfuggiamo la fatica, la serietà dell’impegno. Diciamo che la vita è già così complicata, estenuante, ci obbliga continuamente a sopportare grandi pesi e ad affrontare difficoltà spesso quasi insormontabili; ci lamentiamo che tutto questo è frustrante e che di più non possiamo proprio fare.

Ma questo accade perché navighiamo a pelo d’acqua. Invece è in fondo al nostro cuore che dobbiamo andare, è alla radice che dobbiamo affrontare la lotta, è il centro che dobbiamo trovare, è lì che si fanno le scelte, e forse le nostre sono da rifare.

Torniamo al cuore, al centro, al nostro rapporto unico, stretto, con Dio: ridiamogli – o diamogli – tutta l’importanza che ha. “Ama Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze”: è il primo comandamento, quello radicale, che motiva e dà senso a tutto.

Il cuore della lotta è qui: scegliere Lui, preferire Lui, dargli il primo posto, considerare tutto il resto, compresi noi stessi, secondari. Il rapporto con Lui è più importante di tutto e di tutti:

  • Lotterò e troverò del tempo da dedicare solo a Lui perché l’amore si alimenta stando insieme;
  • Lotterò e sceglierò quello che ha scelto Lui: il bene degli altri, l’attenzione a chi resta indietro, la condivisione con chi ha di meno…
  • Lotterò e prenderò nel mondo, nella società, il posto che ha preso Lui: l’ultimo, quello di chi non conta, di chi non è interpellato, di chi non ha potere…e lo farò non perché non valgo e devo nascondere i miei doni ma perché il seme porta frutto nelle profondità segrete della terra;
  • Lotterò e perché tutto questo sia possibile mi allenerò. Non saranno sforzi sovrumani: cercherò di non ricordare chi e cosa mi ha fatto soffrire; supererò il facile giudizio sulle azioni altrui perché ognuno è un mistero; tacerò la parola di critica o di sfogo che mi viene troppo facile con chiunque; farò come gli alberi che respirano anidride carbonica e regalano ossigeno;
  • Lotterò perché la mia sensibilità, i miei sentimenti, le mie esperienze, non siano più importanti del Vangelo, dell’annuncio della misericordia e della presenza di Dio in tutte le nostre povertà.

Chiediamo l’aiuto della Madre che ha dovuto fare i conti con la lotta quotidiana contro il male perché con lei possiamo anche noi scegliere la via della fiducia e della piccolezza, così che Lui sia libero di fare, anche attraverso di noi, le grandi cose che compie in chi gli dà fiducia.

“Grandi cose ha fatto il Signore per me”.

Buon cammino e buona lotta:

frutti di bene nasceranno ovunque.

Sr. Amelia