Terza settimana di Quaresima

Di   03/03/2016

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Carissimi tutti,

se abbiamo provato a tornare al nostro cuore, all’amore essenziale che ci abita, al nostro rapporto unico con Dio e stiamo cercando di far ripartire da lì tutta la vita, senz’altro sentiamo il bisogno di varcare molte porte.

Aprirle e varcarle. Aprire e uscire. Prima di tutto da noi stessi.

Sembra strano, vero? Tanta fatica per tornare alla nostra radicale unicità, a quella bella e buona solitudine che ci permette di essere noi stessi, di amarci nel modo giusto, a quell’“una cosa sola è necessaria” ed è il centrare la vita in Gesù solo… per poi uscire allo scoperto, prendere il proprio posto, affrontare pericoli sconosciuti…

IMG-20160303-WA0013Lo stelo che buca la terra, in questi primi giorni di primavera, sul quale si affacciano crocus bianchi e viola nelle nostre aiuole, non lascia le radici: quelle gli danno la vita, ma il fiore si apre all’aria, al sole, anche alla pioggia battente di queste notti.

Così noi: se davvero abbiamo riscoperto che la nostra prima casa è dentro di noi, siamo talmente pieni della gioia che il vivere con Lui ci dà, da essere pronti ad aprirci, ad andare, a mischiarci col vivere umano spesso ambiguo, dove convivono il bene e il male.

Possiamo aprire porte, scegliere di rischiare amicizia, impegno, condivisione, accoglienza; possiamo correre il rischio del fallimento, dell’incomprensione, dell’insignificanza. Possiamo, come Gesù, dare a fondo perduto, senza aspettarci niente in cambio, solo perché siamo cristiani e quindi, come Lui, prestiamo attenzione a chi ne ha bisogno, diamo gratuitamente – tempo, amicizia, ascolto, aiuto concreto – , portiamo un po’ di luce dove c’è il buio della tristezza, della solitudine, dell’errore anche.

IMG-20160303-WA0007Chi ci ha provato sa che tutto questo non ha nulla di romantico, non è sempre gratificante come immaginiamo debba essere il fare il bene: si trova chi ne approfitta, chi strumentalizza e dà interpretazioni malevole al bene ricevuto, chi lo rifiuta e chi deride, si trova chi inganna, tradisce, emargina, rema contro.

Ecco perché è necessario avere salde le radici nel cuore dove Gesù abita con noi, per non farsi travolgere, scoraggiare, per non permettere a niente e a nessuno di “rubarci la speranza e la gioia”, come dice sempre Papa Francesco.

Facciamo il bene e facciamolo bene, apriamo coraggiosamente – senza ingenuità, con gli occhi aperti e tenendoci per mano gli uni gli altri, per essere più forti – tutte le porte che ci sembrano rendere possibili incontri, collaborazioni, ricerca di soluzione dei problemi…

IMG-20160303-WA0014Teniamoci aggrappati con la preghiera continua – di giorno e anche di notte, vi assicuro che fa bene – all’unico necessario e, anche senza saperlo, apriremo altre porte, costruiremo spazi aperti all’incontro, laboratori di vita migliore per tutti.

Ci guidi la Madonna e sia Lei ad insegnare a tutte le donne il “genio femminile” . Buon cammino a tutti con un abbraccio

sr. Amelia