Quarta settimana di Quaresima

Di   09/03/2016

Carissimi tutti,

la domenica “in laetare” che abbiamo celebrato liturgicamente da pochi giorni, ci ricordava come va a finire la nostra vita, nel bel mezzo di questa Quaresima che è tempo di ritorno, avvicinamento, incontro, dialogo: fatiche buone, ma pur sempre fatiche. La gioia ci aiutava  a coglierne il senso per avere il coraggio di andare fino in fondo a questo cammino che approderà ad una pienezza tutta da gustare.

E già in questi pochi giorni, tutto ciò è stato messo a dura prova senz’altro per ciascuno di noi.

Per me è stato molto doloroso vedersi spegnere – dopo una lunga sofferenza a soli 56 anni – il marito di un’amica.

IMG-20160309-WA0003Una decina di giorni fa, con un gruppetto di amici, avevamo celebrato la messa nella sua stanza, gli avevamo portato la statua della Madonna del fiore – giubileo tutto aquesiano – e la preghiera aveva abbracciato le nostre vite. Gli occhi di Stefano brillavano di gioia e di commozione: ci guardava uno a uno, si soffermava con uno sguardo così intenso che veniva voglia di abbracciarlo.

Al segno della pace aveva steso il suo braccio verso di me e aveva cercato la mia mano. Oggi, al suo funerale, abbiamo fatto canti di gioia e di fiducia, pieni di fede e di speranza: sappiamo che è tornato a casa e che ci rivedremo tutti là.

Ho un altro dolore grande da condividere ed è quello di una coppia di amici veri, quelli che ci sono sempre stati, che hanno creduto in quello che stavamo facendo anche nei momenti peggiori, che ho sentito davvero parte della mia famiglia e che ora stanno passando un tempo di croce troppo, troppo pesante.

Chiedo la preghiera di tutti e chiedo al Signore per ciascuno di noi che la fede ci faccia attraversare il buio e la fatica , lo smarrimento e il senso di impotenza, con la creatività dell’amore.

Il Signore sa quello che fa, non vuole il male ed è sempre e comunque dalla nostra parte. Qualunque cosa accada Lui sa trasformare il male in bene, crea occasioni di salvezza in certi inferni dell’uomo che abbiamo paura persino a nominare.

Non giudica, non abbandona; va in cerca, recupera, risolleva dagli abissi più profondi, vuole a tutti i costi la salvezza per ciascuno.

Sia dunque, per ciascuno di noi, questa l’esperienza più forte in qualsiasi genere di sofferenza: Dio è padre e madre.

Dio è amore e misericordia.

Buona traversata in ogni tempesta.

Un abbraccio ad uno ad uno

Sr. Amelia