Quinta settimana di Quaresima

Di   17/03/2016

Carissimi tutti,

il grande viaggio di questa Quaresima sta per finire. Poche tappe e poi saremo sotto la croce e davanti al sepolcro vuoto in un mattino di primavera, con le donne che, non avendo nulla da difendere o trattenere per sé, hanno osato tutto per incontrare il loro Signore, il loro Amore.

IMG-20160315-WA0009Abbiamo varcato porte, dentro e fuori di noi, molte ce ne restano ancora da varcare. Ci siamo allenati, abbiamo imparato il passo della marcia. Non siamo più dei sedentari. Siamo camminatori, gente di strada, che vive con poco e condivide quello che ha, perché il comune bisogno rende fratelli, attenti, premurosi, grati di tutto. (Naturalmente questo è vero se abbiamo scoperto di essere, come tutti, poca cosa, poveri, peccatori, debitori insolventi a Dio, agli altri, alla vita….)

Stiamo abitando la nostra vita sapendo che non ci appartiene, che siamo di passaggio, operosi perché il Regno dei cieli – che è già qui- ci aspetta nella sua interezza anche nella misura del nostro consapevole bisogno e del nostro umile impegno.

Affrontiamo quest’ultimo tratto di strada con la determinazione di Gesù, senza lasciarci fermare da niente, anzi, più è duro il cammino, più ci rimbocchiamo le maniche; più le tenebre sono fitte, più brilla la certezza dell’alba; più la mente si smarrisce, più il cuore spera contro ogni speranza.

Cerchiamo di ritagliarci spazi di silenzio, in questi giorni, sostiamo davanti al Tabernacolo di una chiesa, quando ci è possibile, cerchiamo l’incontro con Dio “faccia a faccia”, con fiducia, conserviamo nel cuore una breve frase del Vangelo che ci ha fatto bene in questo tempo di viaggio.

E poi affidiamoci a Maria, donna forte fin sotto la croce, capace di seguire Gesù a rischio della sua vita perché “forte come la morte è l’amore” (Cantico dei cantici).

Mettiamo nel suo cuore di Madre tutte le sofferenze umane che ci lasciano così smarriti.

Ce ne sono nella vita di tutti, nei nostri paesi, nelle nostre città, nel mondo. L’uomo è malato, solo, fragile, crudele, lontano, nel suo vivere, da quel Padre di cui è fatto ad immagine e somiglianza. Ma per questo Cristo ha dato la sua vita e per questo non ci mancherà mai la speranza Dopo ogni croce c’è la risurrezione.

IMG-20160315-WA0017Con questa certezza nel cuore siamo vicini con tutto il nostro affetto e il calore della preghiera alla famiglia di Ledo e Mariella, amici preziosi ed insostituibili. La fede, la solidità, l’ampiezza di vedute e l’amicizia di Ledo sono da quasi 25 anni per me e per l’associazione un nutrimento ed una luce sicura. Ho sempre sentito la loro casa – soprattutto nei momenti più bui della mia vita – come un porto sicuro dove trovare riparo, riposo, amicizia, condivisione e il calore di un pasto consumato insieme. Ora vorrei che sentissero tutto il bene che vogliamo loro e la preghiera incessante che sale al cielo perché il Signore continui ad essere la loro roccia e l’abbraccio nel quale stringersi.

Coraggio, dunque, continuiamo a camminare. L’alba è vicina e l’ultima parola in questo mondo disastrato è sempre l’amore e la salvezza.

Vi abbraccio con affetto

Sr. Amelia

P.S. Se qualcuno passa di qua, per un mese c’è l’ostensione della Sindone in paese, con una bellissima mostra e molte occasioni di preghiera. Vi assicuro che, in questo tempo così duro, è un invito fortissimo a credere nella risurrezione.

Preghiera per i momenti di oscurità

Signore Gesù Cristo, dall’oscurità della morte facesti sorgere la luce. Nell’abisso della solitudine più profonda abita, da ora e per sempre, la possente protezione del tuo amore; dall’oscuro angolo già possiamo cantare l’alleluia di quelli che si salvano.

Concedici l’umile semplicità della fede che non svanisce nelle ore di oscurità e di abbandono, quando tutto diventa problematico.

Concedici la luce sufficiente per non perderti di vista e per poterla consegnare a quanti ne hanno bisogno.