Una Pasqua più intensa

Di   27/03/2016

1378541_origIn questa giornata di Pasqua, fatta di uova di cioccolata, di grandi mangiate, di milioni di messaggi su whatsapp, ho voluto fare qualcosa per un amico.
Mario (userò questo nome di fantasia) è una persona che conosco da qualche anno. Purtroppo la vita cambia da un momento all’altro, e da uomo stimato e rispettato Mario si è trovato di colpo nella cruda cella di una prigione.
A questo punto, avevo due strade: abbandonare Mario e lasciarlo al suo destino o stare come possibile accanto a lui e alla sua famiglia.
Nel corso delle missive che ci siamo scambiati nel tempo io gli chiedevo sempre di rimanere un uomo di fede e non potendo accettare di rivederlo attraverso un vetro gli promettevo che ci saremmo riabbracciati, prima o poi.

Da qualche tempo Mario è ospite (tecnicamente agli arresti domiciliari) di una casa di cura, e approfittando delle maglie più larghe di una giornata di festa e con la complicità di sua moglie oggi sono riuscito a riabbracciarlo. Lui non se lo aspettava, e in quel momento la commozione ha accarezzato tutti e due. Mario me lo ha detto chiaramente, “Voi non mi avete voltato le spalle (ndr c’era anche mia moglie) come hanno fatto tanti”. Salutandoci, sul cancello, gli ho chiesto: “Sei rimasto uomo di fede?”. “Ancora di più” mi ha risposto.

Mario, io ti devo, vi devo ringraziare: oggi, grazie a voi, la Pasqua è stata vissuta in maniera più intensa.