Domenica, 27 novembre 2016

Di   27/11/2016

Cari amici e soci,
“attendere ed affrettare il Regno” è l’invito dell’Avvento, con le parole di S. Pietro.
L’altro ieri per me è stato un giorno speciale: il 25 novembre 2001 sono arrivata ad Acquapendente per la prima volta. Sono ancora emozionata se ripenso a come mi sono innamorata a prima vista di questo luogo!
Ho sognato e continuo a sognare… E, soprattutto, mi sento dentro un sogno molto più grande che, da sempre, ci insegue, ci accompagna, ci incoraggia: quello di Dio che vuole salvo ogni uomo.
Questo sogno è da vivere e realizzare, giorno per giorno, con Lui, con occhi, orecchie, mente e cuore aperti, perché se da una parte dobbiamo “attendere”, con l’umile intraprendenza del seme, dall’altra possiamo “affrettare” la venuta del Regno con la pazienza e la tenacia del contadino.
Sono vicina con molto affetto a Fabrizio di S. Ippolito, a Roma, che oggi ha perso il suo papà dopo una lunga malattia. Abbraccio, anche a nome di tutti gli amici romani, la mamma che nei primi tempi confezionava tante cose belle da vendere ai mercatini. “State pronti”, ci diceva il Vangeli di oggi, perché il cielo ci aspetta, e cominciamo a costruirlo insieme già da ora.
Buon lavoro dunque, nella terra della nostra vita e buon Avvento. Coraggio! Continuiamo ad attendere ed affrettare il Regno.
E’ già qui…viene…continua a venire…
avvento_1_2016E per essere concreti, trascrivo alcune indicazioni di don Tonino Bello tratto dal libro “Fiori tra le rocce”, al quale torno volentieri ogni anno.
“Mettere al centro delle attenzioni pastorali il povero, è Avvento. E’ Avvento, per una madre, amare il figlio disabile più di ogni altro. E’ Avvento, per una coppia felice e con figli, mettere in forse la propria tranquillità, avventurandosi in operazioni di “affidamento”, con tutte le incertezze che tale ulteriore fecondità si porta dietro, anzi, si porta avanti.
E’ Avvento, per un giovane, affidare il futuro alla non-garanzia di un volontariato, alla non-copertura di un impegno sociale in terre lontane, all’ideale di un servizio umanitario che, se non è mai ricompensato sul piano economico, qualche volta non gratifica neppure su quello morale.
E’ Avvento, per una comunità, condividere l’esistenza del terzomondiale e sfidare l’opinione dei benpensanti che si chiude davanti al diverso, per non permettere infiltrazioni inquinanti il proprio patrimonio culturale e religioso.
E’ Avvento, per una congregazione religiosa o per un presbiterio diocesano, allentare le cautele della circospezione mondana per tutelarsi il sostentamento sulla “insostenibile leggerezza” della Provvidenza di Dio.
…per promuovere l’Avvento, Dio è partito dal futuro.”
Cominciamo con impegno sereno: Lui è dalla nostra parte!

sr. Amelia