Lettera di Natale

Di   24/12/2016

Carissimi,

prima di scambiarci gli auguri vorrei raccontarvi cosa mi passa dentro in questi mesi.

Nel crescendo della violenza che ci circonda; nella visibilizzazione e nella spietatezza delle immagini di disumanità – dentro e fuori le nostre città, lontano e vicino – da cui siamo continuamente provocati; in questa “terza guerra mondiale combattuta a pezzi”, come ci ripete spesso Papa Francesco; nel degrado dei rapporti umani, nel venir meno del senso di responsabilità di tanti; nell’elasticità dei valori, considerati tali solo occasionalmente, se e fin quando conviene; nel generale senso di smarrimento – insicurezza – solitudine – instabilità, che si insinua fin dentro le case e le relazioni essenziali per vivere…

Credo che ci converrebbe ricordare che questo è l’unico tempo che abbiamo da vivere e approfittarne.

Cerchiamo di scegliere: forse non è essenziale nella vita vedere Parigi o Berlino o l’Oriente, girare il mondo, conoscere le lingue, essere laureati, fare carriera, acquistare la casa dove si abita, fare lo shopping che rilassa (?), conoscere la tecnologia, praticare sport, essere considerati gente che conta, nemmeno gente “per bene” (il Vangelo ci dice che Gesù non si è circondato di persone così e che sono state proprio loro a volerlo morto)…

Ma come districarci in questo mondo dove si è subito scartati se non si corrisponde a certi canoni?

Come trovare il coraggio di scelte radicali se veniamo continuamente sollecitati a cambiare, sperimentare, evitare le difficoltà, le fatiche, gli impegni?

Più ci penso, più prego e più mi convinco che questo mondo e ciascuno di noi ha bisogno di una Madre.

Una madre che dà la vita e la custodisce, la nutre, la scalda, l’abbraccia, la fa crescere; una madre che sia casa, riparo, affetto certo, guida sicura, forza per ripartire ogni giorno, coraggio per resistere serenamente, con amore, nelle difficoltà, calore, umanità ricca, dolce e forte. Una madre – cuore, pace, affidamento, coperta, luce nei momenti bui, vita dentro e oltre ogni morte.

Una Madre, Maria di Nazaret, attorno alla quale possiamo diventare famiglia ed essere fratelli.

Il nostro Dio – amore è Padre e Madre, ma per non correre il rischio della distanza ha voluto passare attraverso una donna, prendervi casa, diventare carne, uomo, cuore, abbraccio, sguardo, parola, mani…

Riprendiamoci la nostra umanità così com’è uscita dalle mani di Dio!

Vorrei augurarlo a tutti e pregare per ciascuno perché sia così.

Facciamolo attraverso Maria, come ha fatto Dio: passiamo per questa via certa, piccola e senza potere, quotidiana, feriale, che ci mostra un’umanità accessibile a tutti, spoglia di apparenze, propria di chi non conta ma essenziale se vogliamo essere uomini e donne capaci di vivere un oggi colmo di tanti momenti e gesti che costruiscono un domani migliore, gente che accende piccoli fuochi che non distruggono, attorno ai quali si possono porre segni di pace, di dialogo, di collaborazione, nel rispetto delle differenze, nella bellezza del condividerle, nella fiducia e nel coraggio.

Buon Natale, amici!

Auguri di una vita davvero umana, ricevuta in dono e ridonata, vissuta nel tempo mentre costruisce l’eternità, facendo di questo mondo un piccolo anticipo del Regno!

Un abbraccio di cuore

Sr.Amelia