Quarta settimana di Quaresima

Di   25/03/2017

Ci siamo riproposti di alzare lo sguardo, guardare l’insieme, vivere la realtà di sempre – affrontando anche la difficoltà, il dolore nelle sue molte espressioni – sapendo di essere in buone mani e di avere una missione da compiere nel mondo: rendere presente l’amore di Dio all’opera.

Per questo, ogni giorno, come gli atleti, ci alleniamo, cerchiamo di approfittare di tutto quanto ci capita, di superare la pigrizia, la paura, la prudenza umana che ci fa pensare solo al nostro egoistico benessere, e sperimentiamo alcuni modi per fare unità nella nostra vita, per non essere, nella pratica, pagani, dissociati, sprovveduti davanti ai problemi.

Fare unità è possibile solo se viviamo una relazione stretta col Signore, non ritagliandoci tempi e spazi privilegiati, estranei alla nostra vita quotidiana, ma dentro le ordinarie vicende familiari, lavorative, ecclesiali, amicali…partendo da ciò che siamo e che abbiamo, senza aspettare tempi, luoghi e occasioni migliori.

“Ci sono luoghi dove soffia lo Spirito, ma c’è uno Spirito che soffia in tutti i luoghi.

C’è gente che Dio prende e mette da parte. Ma ce n’è altra che Egli lascia nella moltitudine, che non ritira dal mondo. E’ gente che fa un lavoro ordinario, che ha una famiglia ordinaria o che vive un’ordinaria vita da celibe. Gente che ha malattie ordinarie e lutti ordinari. Gente che ha una casa ordinaria e vestiti ordinari. E’ la gente della vita ordinaria. Gente che si incontra in una qualsiasi strada.

Costoro amano il loro uscio che si apre sulla via.

Noialtri, gente della strada, crediamo con tutte le nostre forze che questa strada, che questo mondo dove Dio ci ha messi è per noi il luogo della nostra santità. Noi crediamo che niente di necessario ci manchi perché se qualcosa ci mancasse Dio ce lo avrebbe già dato.”

Da “Noi delle strade” di Madeleine Delbrel

Il nostro problema, nella preghiera come nella vita, è la dispersione e la soluzione è ricondurre tutto all’unità…non allontanandoci, separandoci, evitando le relazioni e i problemi, ma entrando in una relazione così profonda – innamorata con Lui che ci faccia vivere nel mondo senza essere del mondo.

Vivere dal di dentro, impastati, mischiati con la storia degli uomini e delle donne con cui viviamo, ma “stranieri e pellegrini” (1Pt.), gente che cammina, di passaggio, (non nel senso della distanza, del distacco, dell’estraniarsi…ma nell’appartenenza profonda solo a Lui) ovunque e con chiunque, senza “sistemarci”, metterci al sicuro, pronti sempre a ripartire e ricominciare con la libertà e l’assolutezza di un cuore innamorato.

OCCORRE SCEGLIERE OGNI GIORNO!

…non dare mai niente per scontato, nel rapporto col Signore e con gli altri, essere concretamente artigiani, costruire pazientemente, anche attraverso prove ed errori, le cose di ogni giorno, sempre nuove, sempre cariche di mistero, mai concluse, mai definitivamente date per perse. E’ questo un aspetto molto ”attivo” della misericordia e molto concreto che ci fa simili a Dio nel suo modo di agire.

Così ogni giorno, nella preghiera, Gli chiederemo a cuore aperto: cosa vuoi che faccia? Cosa facciamo insieme in questa situazione? E agiremo dal di dentro di un ascolto carico di amore, nell’abbraccio di un rapporto molto stretto che ci butta nella mischia, non ci risparmia la lotta e insieme ci rassicura, ci fa vivere dentro un “laboratorio” nel quale, anche attraverso le nostre povertà e pochezze, sarà visibile la bellezza e l’efficacia del Vangelo.

Auguro a ciascuno di essere parte della “gente di strada” che vive il Regno fin d’ora.

Sr. Amelia