Domenica delle Palme

Di   07/04/2017

In questo tempo “forte” che ci sta preparando alla Pasqua possiamo vivere un momento di crescita, di presa di coscienza, in cui abbracciare la nostra vita, guardarla con gli occhi di Dio e fare qualche passo in avanti nell’amore per noi stessi, per gli alti, per Dio. E’ il Sacramento della Riconciliazione (sacramento= segno efficace – cioè che funziona – del dono gratuito della vita di Dio); è un regalo nel quale possiamo tuffarci, affidandoci allo Spirito Santo e alla Madre di Gesù e nostra.

Trascrivo una “guida” alla confessione proposta dal card. Martini per piccoli e grandi. Si può fare a tappe, prepararsi con calma, lungo i giorni, nel confronto con la Parola di Dio e con la propria vita. Buon cammino!

GUIDA ALLA CONFESSIONE DEL CARD. MARTINI

Il colloquio penitenziale è una conversazione fatta con un fratello che mi rappresenta la Chiesa ed il Signore stesso, un sacerdote, quindi: tutto questo nella forma del Sacramento della Riconciliazione. Il colloquio può cominciare col riferimento alla Parola di Dio, ad un brano del Vangelo che mi ha aiutato a verificare la mia vita quotidiana e il suo essere fedele ai doni e alle esigenze dell’amore di Gesù. Poi il colloquio può proseguire con questi tre momenti: la “confessione di lode”, la “confessione di vita” e la “confessione di fede”.

Confessione di lode

All’inizio del colloquio posso dire, in forma di preghiera o di dialogo, che cosa davanti a Dio mi ha dato gioia in questo ultimo tempo, di che cosa mi sento sinceramente di poter ringraziare Dio dall’ultima confessione. Per esempio potrò ringraziare Dio per essermi sentito aiutato da Lui in una determinata situazione, lo ringrazio perché ho potuto incontrare quella persona che da tempo sfuggivo, ho potuto affrontare quel problema mio o altrui che mi dava pena, ho potuto capire un mio problema di preghiera che non sapevo risolvere… Più si è concreti e meglio è, perché il bene è concreto, non astratto.

Confessione di vita

Davanti a Dio e alla Chiesa ( rappresentati dal Sacerdote) dico che cosa in questo tempo mi è dispiaciuto, che cosa avrei voluto non fosse in me. Non si tratta solo di trovare i peccati da dire, ma di dire che cosa dall’ultima confessione avrei voluto vivere diversamente, che mi ha dato disagio davanti a Dio e che vorrei non fosse avvenuta. Possiamo metterci quindi sia i “peccati” concreti che abbiamo fatto, sia le radici di quei peccati ( es. sento molta antipatia verso quella persona…non la voglio questa antipatia ma la sento e cerco di vincermi, però quando capita l’occasione mi scatta dentro; avrei voluto avvicinare quella persona, ma l’ho sfuggita, mi dispiace; sento che avrei dovuto vincermi di più nella golosità, nella pigrizia; sento che non ho saputo dominare la sensualità come avrei dovuto, questo mi dà pena, mi dà fastidio: metto tutto davanti a Dio così com’è. Anche qui, più siamo concreti e più siamo noi stessi davanti a Dio, non in uno spirito negativo, amaro e di accusa, ma di riconoscimento, dicendo: ecco, Signore, ciò che sono, ecco il materiale di cui disponi, ecco le pietre di costruzione della tua Chiesa: sono sporche, mal levigate, angolose, ottuse: non vorrei che fosse così, ma, Signore, te le presento perché so che tu sei misericordioso.

Confessione di fede

Segue la confessione di fede, cioè l’esercizio della nostra fiducia nella salvezza che Lui ci dona: Signore, di fronte a queste cose io credo che tu sei più grande di esse, più buono di me, misericordioso e paziente; io credo che tu mi accogli, mi ricevi e mi ami così come sono ; ti ringrazio perché credi in me, non mi rimproveri, mi incoraggi a somigliare a Gesù e mi dai lo Spirito senza misura che mi dona la forza di combattere il male e fare il bene. Si dirà che in questo modo la confessione dura a lungo…però uno è contento! E poi…ci sono alcune piccole cose che possono aiutare a vivere bene questo Sacramento della libertà e della gioia:

Cerca questo colloquio in modo regolare (almeno una volta al mese)

Se ti è possibile, fa’ che il prete che ti segue nella confessione sia sempre lo stesso e sia un prete di cui tu hai fiducia davvero

Non aver paura di farti aiutare da lui nelle difficoltà, dicendo all’interno del Sacramento anche le cose che ti sono più intime, le motivazioni più profonde…e buon cammino, cioè non stancarti mai di riprendere il cammino anche dopo tanti sbagli e insuccessi: il Signore è più grande di tutto ciò, fidati e affidati!

Riprendiamo in mano, in questo tempo favorevole, la nostra vita: il mondo ha bisogno anche di noi per diventare migliore, cominciamo dal nostro piccolo mondo… e vedremo che anche il deserto può fiorire. Il nostro Dio è vicino! E preghiamo gli uni per gli altri : molti di noi, e molti nel mondo vivono momenti difficili e di grande sofferenza…non siamo indifferenti!

Un abbraccio

sr. Amelia