Otto mani in cucina – Racconto di un campo ad Acquapendente

Di   10/11/2017

Era l’inizio di marzo del 2002, una delle prime giornate di sole di una primavera che stava iniziando.

Partiamo da Roma, gli amici di sempre, quelli conosciuti in parrocchia con cui hai condiviso tanto, con cui in quel periodo condividi anche la nuova entusiasmante esperienza di essere genitori.

Siamo curiosi, la nostra Sr. Pinguina, meglio conosciuta come Sr. Amelia vuole farci vedere una casa. La conosciamo da tempo, è una sognatrice, si è messa in mente di aprire una casa dove vivere insieme e condividere la fede. Arriviamo ad Acquapendente, ai più fino ad oggi posto sconosciuto, saliamo su una collina, Sr. Amelia ci apre un cancello, arrugginito, malmesso, ci facciamo strada su un sentiero nel bosco fino a che scorgiamo la casa… o meglio quella che dovrebbe essere una casa. Entriamo un po’ timorosi, inciampando in detriti e qualche rifiuto, ci guardiamo intorno: finestre rotte, muri scrostati, tutto abbandonato da troppo tempo.

Abbiamo l’immediata conferma alle nostre convinzioni, Sr. Amelia è una sognatrice, o meglio solo con gli occhi della fede può vedere in queste stanze sporche una casa dove abitare, ospitare, condividere, pregare e sognare. Eppure, nonostante sembrasse impossibile, di lì a breve quella casa sarebbe diventata la “Casa di Lazzaro”.

Di nuovo un giorno di inizio primavera, 15 anni dopo, casa è piena degli amici dei nostri figli, c’è Roma Juve, i nostri accaniti romanisti hanno avuto il coraggio di invitare don Gianni – parroco-juventino – a vedere la partita. Lui inaspettatamente accetta e fra un goal e l’altro ci chiede notizie del “posto che conosciamo” vuole organizzare un campo con i ragazzi in autunno.

E’ il posto adatto? Va bene per il nostro gruppo? Quanti posti ci sono, come si raggiunge?

L’entusiasmo ci travolge prima ancora di dare tutte le informazioni. E’ sicuramente il posto ideale per un campo, ma devi organizzare l’autogestione. Già, bisogna trovare chi può cucinare per tutti. Perché non noi? Del resto non l’abbiamo sempre considerata anche casa nostra? Non sarebbe bello fare un campo? Ne abbiamo fatti tanti da ragazzi!

Stavolta però ci sono i nostri figli. Che ne penseranno Emanuele e Federico di avere mamma e papà al campo con loro? Non ci sono problemi, ci dicono, tanto sappiamo che avremo le nostre attività e voi i vostri compiti!

Ma non possiamo andare da soli, mi vengono subito in mente due nomi, senza dubitare: Silvia e Andrea e Roberto già travolto dal mio entusiasmo mi risponde: “ok se andiamo con Silvia e Andrea si può fare”.  E  Silvia e Andrea rispondono di si, senza pensarci troppo!

E Silvia ci scrive cosa è significato per lei e suo marito Andrea conoscere la “Casa di Lazzaro”

 

Non ringrazierò mai abbastanza Valeria per avermi coinvolta nell’avventura Campo chiesa S. Giuseppe Artigiano che si è svolta ad Acquapendente. Iniziato tutto come uno  scherzo, ma che alla fine è diventato realtà il 5 ottobre 2017 e che si è trasformato in una di quelle esperienze che rimangono indelebili dentro di te.

Siamo arrivati a “ Casa di Lazzaro”, così si chiama   questo  posto, nel tardo pomeriggio quando il sole stava per salutare; ad attenderci Suor Amelia, Andrea e Roberto, che erano già arrivati.

Suor Amelia ci ha accolti con un sorriso contagioso,  trasmettendo  subito gioia e serenità, quello di cui io avevo bisogno in quel momento.

Questo posto è immerso nel verde, nel silenzio della natura che la fa da padrona; all’interno la struttura è rimasta quella di tanto tempo fa, semplicemente resa abitabile e accogliente. C’è talmente tanto silenzio che ti sembra quasi che cammini vicino a te.

Sono stata bene, serena e in pace.

Ho percepito la gioia e l’allegria che solo i ragazzi ti sanno trasmettere, quella sensazione di futuro che hanno nelle mani.

Ho fortificato la mia amicizia con  due persone, di cui  già sapevo essere speciali; ho passato momenti che mi hanno fatto bene al corpo e allo spirito. Tornerò sicuramente in questo angolo di paradiso, come dice Valeria, perché occupa già un posto importante nel mio cuore.

 

Vivere con Roberto ed i nostri figli il campo ad Acquapendente è stato realizzare un sogno: la Casa di Lazzaro è la nostra casa, cucinare per i nostri ragazzi ed i loro amici vederli giocare, pregare, essere felici e vivere una bella esperienza fra quelle mura l’ha fatta diventare ancora più nostra.

E cucinare ad “otto mani” ha reso ancora più salda un’amicizia già bellissima!

 

                                                                                                          Valeria C. & Silvia R.