Avvento 2017 – Terza settimana

Di   16/12/2017

Carissimi tutti, Soci ed Amici, tutto l’Avvento è percorso dall’invito pressante: “Vigilate!”, cioè, state pronti, attenti, fatevi vicini, prossimi, capaci di prendervi cura, di essere presenti…

E’ la prima lettura della terza domenica, l’impegno di anticipare il Regno con gli stessi gesti che ha fatto Gesù, il consacrato, il sacerdote dell’umanità che è stato mandato “a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore” (Is. 61).

Essere presenti significa, prima di tutto, renderci conto di come tutto questo avviene, per opera di Dio, in noi e intorno a noi, dentro la vita e nelle situazioni concrete. Troppo spesso ci sentiamo impotenti ed impossibilitati a reagire davanti al male. Ma il Regno è già qui ed il Signore è presente ed opera, anche attraverso di noi! Essere presenti a Lui che è presente: questa è la preghiera. Pregare è esserci, essere pronti, disponibili (“Eccomi!”, risponde Maria all’annuncio dell’Angelo. Ecco perché l’Avvento è il tempo mariano nel senso più vero)…ESSERE IN PARTENZA, OPERATIVI. Pregare non è moltiplicare le parole, chiedere qualcosa…ma prendere il largo, sentirsi talmente dentro il suo abbraccio, che tutto diventa possibile.
E’ andargli dietro: Lui sempre presente, vicino, pronto ad ascoltare, guarire, ridare speranza…così noi…nel suo stile, quello di farsi servo, piccolo, povero, fratello di ogni uomo, disposto a tutto pur di non perderne neanche uno…

Non è sempre facile restare dentro questo progetto di Dio, si lotta, si fa fatica, ci si stanca e ci si scoraggia. Per questo… ho la mia scorta di vitamine. Una di queste è nelle parole di don Andrea Santoro, parroco a Roma, partito missionario per la Turchia nel 2000, morto martire nel 2006, mentre pregava nella sua chiesa che sognava potesse diventare la casa di tutti. Riporto un brano di una delle sue prime lettere.

“…Dio sa quello che fa e questo è importante, non quello che noi vorremmo fare o vorremmo che Lui facesse. Una sera, davanti al tabernacolo mi
chiedevo: Signore cosa vuoi che io faccia?. Poi mi è venuta in mente un’altra domanda: Signore, ma tu qui cosa fai ? Cosa hai intenzione di fare? Indicamelo, perché questo è importante e io devo solo accodarmi a quello che fai tu, prestandoti quello che sono. Alla comunione prego: Signore, prendimi come prendesti il grumo di sangue di Maria e incarnati in me, facendo della povertà di quello che sono la ricchezza di quello che sei. (…) Qualche tempo fa, il Vangelo del giorno paragonava il Regno di Dio al più piccolo dei semi (il granello di senapa) e al lievito che la donna depone nella pasta: qui, insieme alla famiglia fiorentina che è con me, siamo ancora più piccoli del più piccolo dei semi, ma l’importante è stare dentro la terra, con amore, con rispetto, sciogliendosi e diventando tutt’uno con essa nel silenzio, disposti a morire e a fiorire quando Dio vuole, sentendo che quella terra è stata amata, lavorata da Dio, visitata e vangata in mille modi. Il lievito poi mi ha fatto pensare alle mani di una donna, Maria, che impasta lentamente e amorevolmente: è Lei che per incarico di Gesù, da vera madre, prende il lievito e lo nasconde nella pasta degli uomini, di tutti gli uomini, di ogni uomo. Cerco di stare nelle mani di Maria e nel cuore di questa terra. Ricevo esempi di bontà e di generosità in ogni momento: perché grande è la ricchezza di questa pasta e profonda la fecondità di questa terra. Non voler essere più di un po’ di lievito e più di un minuscolo granello di senapa; ma neanche di meno, naturalmente!” 9 novembre 2000

Ciascuno di noi ha il suo pugno di terra nel quale fiorire ! Il Signore benedica l’impegno di ciascuno. Buona settimana

Sr. Amelia