25 febbraio 2018 – SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA

Di   24/02/2018

Cari amici,

credo che sentiamo tutti l’esigenza di “ vivere dal di dentro”, di non essere trascinati, quasi senza rendercene conto, in un vortice di cose da fare, impegni da assolvere, persone da incontrare, relazioni da vivere…superficialmente. Ecco perché viviamo con gratitudine questo tempo di Quaresima
che ci invita a sgomberare, scegliere, tornare al cuore e dare spazio a ciò che conta.

La preghiera che vi ho proposto in questo tempo e che porta il nome antico di “Lectio divina”, perché è una lettura tranquilla, profonda, esistenziale della Parola di Dio, ci aiuta a vivere nell’unità interiore le nostre giornate che tendono alla dispersione (con un grande spreco di energie e impoverimento della nostra umanità).

E’ una preghiera che richiede uno spazio di tempo ed un luogo tranquillo: sarà bello per ciascuno trovare il suo e magari prepararlo con pochi, piccoli accorgimenti. Richiede anche i suoi tempi, ma si può fare a tappe. I “preliminari” di cui vi parlavo la scorsa settimana sono già preghiera e possono essere l’introduzione ad ogni momento di preghiera perché non sia una delle tante cose da sbrigare, un po’ frettolosamente, e ci introduca invece ad un incontro con il Signore, ricco di sorprese. Oggi entriamo nel primo tempo:

LA LETTURA

Iniziamo con una breve preghiera (che non necessariamente deve essere questa).

“Spirito del Padre e del Figlio, raggiungimi passando per Maria, Sorella e Madre, tua Sposa dolcissima. Rendi fertile la terra del mio cuore e della mia vita, aumenta la mia fede, da’ vita all’ascolto, perché anche in me la Parola trovi casa.”

Possiamo riprendere in mano il Vangelo o una delle letture della domenica passata o della successiva o quello del giorno. La lettura del testo è lenta e attenta. Cosa dice, oggettivamente? In quale contesto si svolge? Quali sono i personaggi, cosa accade? Senza fretta, facendo silenzio dentro di noi, non ci preoccupiamo di capire tutto, non abbiamo la preoccupazione ansiosa di che cosa dobbiamo fare. Se possiamo lavorare su un testo nostro, può essere utile sottolineare i personaggi, i luoghi, i verbi, le azioni compiute (anche con colori diversi). Cerchiamo di trovarci lì, dove si vive quel fatto raccontato, di intuire i pensieri, i sentimenti, il perché delle reazioni, delle parole che vengono dette. Ascoltiamo ogni cosa…ascoltiamo e teniamo nel cuore. Questa lettura attenta, tranquilla, profonda, resta dentro di noi matura…

Capite che, in questo modo, tornando alla vita quotidiana, alle nostre responsabilità, alle nostre relazioni…non siamo più soli e non siamo più gli stessi…il seme è caduto, la nostra terra l’ha accolto e lavora, silenziosamente…

Buona preghiera e buona settimana!

Sr. Amelia