11 Marzo 2018 – QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA

Di   10/03/2018

Cari amici,

anche questo tempo di Quaresima attraversa la nostra storia, quella di ciascuno di noi e quella dell’umanità tutta, coi momenti di gioia e di fatica, le scelte impegnative, i diversi tempi della vita umana ( penso a tutto quello che avviene nelle famiglie: le preoccupazioni per i figli, le difficoltà degli anziani, il lavoro, la salute…), l’avvicendarsi delle stagioni (atmosferiche, sociali, politiche…).

E tutto corre velocemente: il tempo, senz’altro, ma anche gli impegni, gli avvenimenti magari tanto attesi, fino ai sentimenti, le relazioni…Tutto viene consumato velocemente, svuotato…

E’ davvero prezioso pregare per riscoprire il valore del tempo.

L’invito di questa Quaresima a restare in compagnia della Parola di Dio, ad immergerci, a ritagliarci degli spazi di silenzio, di riflessione, di ascolto, non è qualcosa che dobbiamo fare per Dio, ma per noi stessi, perché torniamo ad essere quelle creature uscite dalle sue mani, figli e fratelli, uomini e donne.

In questi giorni ci siamo lasciati coinvolgere dalla Parola di Dio, l’abbiamo letta, meditata, l’abbiamo lasciata entrare nella nostra vita ed ora è tempo di fermarci e gustare.

L’ingordigia è una delle caratteristiche del nostro tempo: divoriamo tutto, ci riempiamo di tutto, non ne abbiamo mai abbastanza. Cose, cibo, persone, impegni, hobby: siamo ingolfati, ma è difficile fermarsi, si  rischia di rimanere indietro, tagliati fuori, bisogna affrettarsi a cambiare …astuccio, tuta, telefono, auto…alla velocità della luce.

Non assaporiamo, non gustiamo!

Questo tempo ci offre l’occasione di sostare, scegliere, SGOMBERARE, assaporare ciò che siamo, che abbiamo, che viviamo.

E’ il passaggio successivo alla LETTURA e alla MEDITAZIONE:

LA CONTEMPLAZIONE

Possiamo introdurre la preghiera così:

Spirito del Padre e del Figlio, cambia il mio cuore di pietra in un cuore di carne, vivi nella mia vita, ama nel mio amore. Che io sia una cosa sola con Dio, come Maria. Fa’ crescere silenziosamente in me la dimensione della tenerezza, della libertà del cuore, nella comunione della Trinità, famiglia di Dio e dell’umanità.

E’ il momento di “stare” semplicemente col Signore, senza cercare pensieri, collegamenti, senza affrettarci a chiedere ( come spesso facciamo davanti al Vangelo, in preghiera): che cosa devo fare? Senza preoccupazioni, davanti al Signore che ci conosce, ci ama in modo unico, totale, senza condizioni e senza ritorno, possiamo lasciarci guardare, tenere tra le braccia, ascoltare, riempire. E’ un tempo per stare insieme.

E non sarà un tempo perso!

Sì, perché da questa immersione in Dio ( “come un pesce nell’acqua”, diceva il santo Curato D’Ars; “come un bambino nella mamma”, diceva fr. Carlo Carretto), si riemerge con occhi e cuore nuovi.

Parliamo di piccole cose: scegliere di vivere un momento insieme alla famiglia, anche se c’è un minore vantaggio economico; incontrare lo sguardo di ciascuno senza fretta, con l’interesse sincero e fraterno per l’altro; una lettura che alimenta la vita in profondità; un tempo dedicato a cucinare qualcosa di buono per rendere felice qualcuno; una visita in ospedale; l’attenzione ad un vicino solo…

Diamo il via alla fantasia dell’amore!

Facciamo diventare questo tempo prezioso per imparare ad avere uno sguardo profondo, un cuore sensibile, simile al cuore di Dio.

Buon cammino!

Sr. Amelia