18 marzo 2018 – QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA

Di   16/03/2018

 

Cari amici,

in questo periodo che precede la Pasqua il Vangelo quotidiano ci ripropone la lotta, sempre più aspra, con toni duri, carichi di ostilità, da parte degli scribi e dei farisei contro Gesù. E’ una lotta alla quale Gesù non si sottrae perché condivide in tutto la nostra esperienza umana. Noi viviamo in una parte di mondo in cui non ci sentiamo discriminati per la nostra fede e forse non ci accorgiamo nemmeno di quanto sia presente comunque la provocazione e l’ostilità, anche velata, alla mentalità e alle scelte del Vangelo. Non ce ne accorgiamo a tal punto…che ci adeguiamo e ci sembra normale.

Qualche anno fa, a catechismo, in una quinta elementare, proponevo un confronto tra le beatitudini secondo Gesù e quelle che ci propone la mentalità mondana (espressione felicissima di Papa Francesco: mentre “il mondo”, cioè l’umanità, va amato, la mentalità mondana va superata col
Vangelo). Un bambino, non volendo deludermi, ma non sentendosi proprio di scegliere le beatitudini evangeliche, mi disse molto dolcemente che, a quei tempi, Gesù non sapeva come funziona il mondo oggi… Ingenuamente quel bambino esprimeva quello che tante volte pensiamo tutti, e cioè che concretamente il Vangelo non si può seguire alla lettera.

“Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.” (Gv. 12)

Questa settimana, dopo un mese di cammino quaresimale, dopo una lettura della Parola che sempre più ha fatto spazio dentro di noi, ha messo in moto esperienze di silenzio, di ascolto, di dialogo, di accoglienza, di incontro profondo…è tempo di passare all’azione. L’ ultimo passo della “Lectio divina”, sulla quale abbiamo riflettuto in queste settimane, possiamo intitolarla

DALLA VITA ALLA VITA

cioè è il momento di passare all’azione, prendendoci degli impegni…

Preghiera

Spirito del Padre e del Figlio, dà vita alla mia vita, cura e fa’ crescere i semi della Parola e della Presenza. Che io cammini con Maria e impari ogni giorno l’intensità del silenzio, della preghiera, del dono; la tenerezza del cuore; l’umiltà del servizio; la semplicità dell’amore “fino alla fine”. Rendimi forte nella lotta contro il male, operoso nella costruzione del bene, con la logica del seme e lo stile della strada, essenziale e fraterno, che semplicemente porta a te. Resta con me e fa’ che resti con te, nel deserto del mio cuore che vive nel cuore di Maria.

Il Vangelo è radicale. Ci offre e ci chiede uno stile di vita fatto di continue scelte verso un amore senza limiti, capace di dare tutto, di sacrificare tutto, di spendere ogni energia, ogni bene, ogni tempo, perché cresca la vita, il bene, l’amore, in tutti i modi, a qualunque costo, non trattenendo nulla, non cercando di salvare nulla per sé e di sé, senza condizioni, senza limiti, senza paura. Meditando questo Vangelo con un gruppo di bambini di seconda elementare, anni fa, lo facemmo diventare un racconto a fumetti, diviso in sequenze. Lavorando in gruppi i bambini dovevano disegnare e raccontare la storia.
Arrivati all’ultima sequenza, disegnarono il semino, cresciuto e gonfio, con una grossa spaccatura al centro che aveva la forma del sorriso, gli fecero due braccine spalancate ai lati e lo sguardo rivolto in su dove stava spuntando una radichetta verde. La didascalia diceva: “E il seme scoppiò di gioia.” Credo che ci voglia molta gioia per dare la vita davvero, per andare oltre i gesti che non ci costano niente e non ci coinvolgono. Credo che bisogna essere felici di quello che si è, di quello che si fa, del senso che ha la propria vita, per essere disposti a regalarla, ritrovandosela poi, tra le
mani, moltiplicata…

Ma questo è già un pensiero pasquale… Buona settimana!

Sr. Amelia