25 Marzo 2018 – DOMENICA DELLE PALME

Di   24/03/2018

Cari amici,

manca ormai una manciata di giorni alla Pasqua. A dispetto della primavera iniziata, la neve imbianca le montagne, le temperature scendono ancora sotto zero e le gelate notturne scoraggiano le prime gemme. E’ lungo l’inverno ed è lunga la Quaresima. Questa settimana, poi, è decisamente in salita. Nella vita umana di Gesù, questi sono i giorni in cui ha voluto vivere l’amicizia serena e carica di condivisione di Lazzaro, Marta e Maria. E’ proprio nell’amore che diventiamo forti, capaci di affrontare le avversità della vita – sia che si chiamano malattia o crisi economica, crisi familiare… – ; è proprio l’amore che, proteggendoci, ci rende forti e creativi, così da trarre il bene anche dal male, al punto da trasformare in materiale da costruzione anche certe macerie…

Proteggere chi si ama non è evitargli la fatica, le difficoltà, la sofferenza, il fallimento…ma dargli gli strumenti per affrontare, superare, trasformare in qualcosa di nuovo – forse inatteso – , migliore. Ricordiamoci di non lasciar solo chi soffre, di non defilarci: l’amore rende forti, l’amore può tutto!

Infatti Gesù, dopo aver respirato a pieni polmoni la fraternità di Betania, affronta il tradimento degli amici. Come non ha voluto sottrarsi alla critica e all’ostilità dei farisei – la gente di fede del suo tempo ! – , così ha accettato di essere tradito e abbandonato dai suoi amici, frainteso, osannato, acclamato e poi rifiutato. Ha tentato di parlare con segni leggibili, di spiegare a tutti che il Regno di cui parlava non era quello del potere e dell’onore – è entrato a Gerusalemme su un asino! – ma la gente, e persino i suoi amici, non ha voluto ascoltare e vedere: si è tenuta stretta l’idea di un Dio potente, vincitore , forte e ha rifiutato il volto mite e materno del Dio di Gesù. Inarrestabile seminatore, Lui ha continuato a gettare i suoi semi di vita nuova: ha celebrato la Pasqua ebraica, il giovedì, ripercorrendo con i suoi la storia della liberazione del popolo di Israele dall’Egitto…ma aprendo orizzonti ben più ampi, quelli di una salvezza ultima e radicale, di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Una salvezza offerta col dono della vita, da offrire a propria volta, poiché la vita si moltiplichi… L ‘ Eucaristia è davvero il dono il dono più grande! Tutta la vita di Dio percorre la nostra vita: non c’è più niente di ordinario e feriale, ogni momento è unico, colmo di Presenza, di possibilità di bene, di accoglienza, di comunione, tutti da vivere. 

Ma il dono della vita non s’improvvisa…dentro le nostre “vite ordinarie” abbiamo così tante occasioni per seminare il Vangelo:

  • Saper cogliere tutte le occasioni per incontrare, collaborare, mettere a servizio i propri doni, ovunque, in casa, a scuola, al lavoro, in parrocchia, con la fantasia tipica di chi ha familiarità con Dio;
  • Non lasciarsi fermare da niente, non sentirsi sconfitti, non permettere che le ferite del cuore lo rendano più piccolo, più restìo a donarsi; prendere l’energia da un Cuore più grande, che ci riempie, ci guarisce e ci rimette per strada.

Così possiamo affrontare anche noi i momenti del Venerdì Santo: ce ne sono tanti nella vita di tutti… In tante famiglie ci sono anziani e malati; in altre si soffre per le strade sbagliate che prendono i figli; in altre ancora non c’è più amore, in molte violenza. Basta guardarci intorno…e rimboccarci le maniche. Certe figure della Via Crucis ci possono dare delle indicazioni concrete: il Cireneo, la Veronica, la Madonna, ci insegnano a “farci prossimo”,
ad esserci nel momento della sofferenza, a fare gesti concreti, senza tante parole, a condividere la fatica o solo a piangere insieme. Così, mentre siamo pieni di gratitudine per la salvezza ricevuta col sacrificio di Gesù, siamo chiamati a non trattenere questo grande dono solo per noi: donare è sempre moltiplicare!

E poi prendiamoci qualche momento per fare silenzio. Il Sabato Santo è il giorno del grande silenzio: la terra custodisce il seme della vita di Gesù in attesa della risurrezione. Anche noi per fiorire abbiamo bisogno di custodire l’integrità del nostro dono col silenzio che è stare insieme a Lui, nostra vita e nostra speranza.

Buona Settimana Santa!

Sr. Amelia