II Domenica di Avvento 2019

Di   07/12/2019

Quando Gesù riconduce tutto ad unità, non semplicemente aggiusta – ripara – mette una pezza, ma RI – CREA, rifà l’interezza della persona, la riporta all’integrità del momento della creazione, quando uscì dalla mani del Padre ad immagine del Figlio.
Credo che uno dei primi esercizi da fare sia “ imparare a respirare”, in senso fisico e spirituale.
Spesso andiamo in tilt, siamo dissociati tra quello che sentiamo, diciamo e facciamo, siamo cristiani “ scollegati” , ci sentiamo dentro un frullatore, sovrastati dalle cose, spesso assurde e orribili che capitano ( penso alle guerre, alle calamità naturali, alle migrazioni…ma anche alle relazioni all’interno della nostra vita, ai figli, ai problemi educativi, al lavoro…) ; siamo impotenti, scarsi nella nostra capacità di reagire, poveri di fede – quella fede che smuove le montagne e calma le tempeste – un po’ passivi, un po’ a fare lo slalom tra i problemi, intenti a restare a galla.

Resta vera l’affermazione di Gesù a proposito dei figli delle tenebre che sono più scaltri dei figli della luce. In questa affermazione c’è già, in parte, la risposta a tante domande: perchè spesso vincono il male, la prepotenza, la furbizia, la malafede, la disonestà, l’imbroglio, l’apparenza…

IMPARARE A RESPIRARE vuol dire farsi furbi, scaltri, alzare gli occhi da terra, non per non vedere, ma per vedere meglio, dall’alto; non guardare solo a noi e al nostro piccolo mondo, sentirci parte di un insieme e, soprattutto, nelle mani e nel cuore di Dio che ci attrezza alla lotta.
“ Se ti presenti per servire il Signore preparati alla tentazione…” (Sir. 2)
La lotta fa parte della nostra vita, Dio non è una specie di assicurazione sulla vita : ci dà gli strumenti…a noi l’impegno di trovare il modo migliore per affrontarla… Pensiamo al piccolo Davide e ai suoi cinque ciottoli lisci, contro il gigante Golia…

Il nostro Dio vicino è amore (1 Gv. 3,8 ), ma non quell’amore iperprotettivo che ci rassicura che niente di male ci potrà
accadere.

L’amore ci lascia dentro la vita di tutti i giorni, con la consapevolezza che Dio è all’opera con noi : – Lo Spirito del Signore è su di me…per portare il lieto annuncio ai poveri, fasciare le piaghe dei cuori spezzati… Ricostruiranno le antiche rovine, rialzeranno gli antichi ruderi…” (Is. 61 ; Lc. 4, 18)

PARTIAMO DALLO SGUARDO DI DIO SU DI NOI; DA QUESTO AMORE IMPEGNATIVO, DALLA RELAZIONE – LEGAME IN CUI CI COINVOLGE.

ECCO L’IMPASTO!

Possiamo lasciarci aiutare da alcune letture. Da “Il deserto nella città” di Carlo Carretto

“ Se l’uomo non può raggiungere il deserto, il deserto può
raggiungere l’uomo. Ecco perché si dice “fare il deserto nella
città”. Fatti un piccolo deserto nella tua casa, nel tuo giardino,
nella tua soffitta. Non staccare il deserto dai luoghi frequentati
dagli uomini, prova a pensare, e soprattutto a vivere, questa
espressione veramente esaltante “ il deserto nel cuore della
città”!
(…) Come luogo non preoccuparti, perché tutto è “luogo” di Dio e
ambiente della sua presenza.
Per incoraggiarti, ti dirò che quando mi sono convertito avevo
fatto del treno il luogo della mia preghiera. Facevo il pendolare
per motivi di lavoro e tu sai cos’è un vagone ferroviario che
parte e arriva in città al mattino e alla sera, stracarico di
studenti ed operai. Chiasso, risate, fumo, trambusto, pigia pigia.
Io mi sedevo in un angolo e non sentivo nulla. Leggevo il Vangelo.
Chiudevo gli occhi. Parlavo e ascoltavo Dio. Che dolcezza, che
pace, che silenzio!
La potenza dell’amore superava la dispersione che cercava di
penetrare nella mia fortezza. Ero veramente “uno” con me
stesso e nulla mi poteva distrarre.
Sotto la presa dell’amore ero in pace. “
Questa settimana, dedicata all’Immacolata della quale
celebriamo la festa domenica prossima, 8 dicembre, affidiamoci
a Maria con una preghiera tratta dal documento “Educare alla
vita buona del Vangelo”

Maria, Vergine del silenzio,
non permettere che davanti alle sfide di questo tempo

la nostra esistenza sia soffocata
dalla rassegnazione o dall’impotenza.
Aiutaci a custodire l’attitudine all’ascolto,
grembo nel quale la Parola diventa feconda
e ci fa comprendere che nulla è impossibile a Dio.
Maria, donna premurosa,
destaci dall’indifferenza che ci rende stranieri a noi stessi.
Donaci la passione
Che ci educa a cogliere il mister dell’altro
E ci pone a servizio della sua crescita.
Liberaci dall’attivismo sterile,
perché il nostro agire scaturisca da Cristo, unico Maestro.
Maria, Madre dolorosa,
che dopo aver conosciuto l’infinita umiltà di Dio
nel bambino di Betlemme,
hai provato il dolore straziante di stringerne tra le braccia
il corpo martoriato,
insegnaci a non disertare i luoghi del dolore;
rendici capaci di attendere con speranza
quell’aurora pasquale
che asciuga le lacrime di chi è nella prova.
Maria, amante della vita,

preserva le nuove generazioni
dalla tristezza e dal disimpegno.
Rendile per tutti noi sentinelle
Di quella vita che inizia il giorno in cui ci si apre,
ci si fida e ci si dona. Amen