IV Domenica di Avvento 2019

Di   21/12/2019

Eccoci qua! L’Avvento scivola via velocemente, siamo già nella novena di
Natale, ingolfati nei giorni di lavoro, la corsa ai regali, l’organizzazione dei
giorni festivi tra parenti ed amici, le compere e i menù… Eccoci più che
mai nel vortice dei nostri giorni più impegnati con la consapevolezza di
vivere un appuntamento mancato.
Sì, se siamo un pochino sensibili, se abbiamo vissuto l’avvento lasciandoci
provocare da Dio che ci proponeva, come un innamorato, di diventare una
cosa sola con Lui, di vivere insieme, nella casa della nostra vita…non
possiamo farci andare bene tutto, non possiamo evitare un malessere che
suona come un campanello d’allarme.
Benedetto il nostro Angelo custode, tutti gli Angeli e i Santi, benedetti i
nostri cari che sono già nel persempre e continuano a vegliare su di noi!
Ringraziamoli perché ci stanno addosso, non ci lasciano adagiare in una
vita qualunque, ci fanno sentire fuori posto, fuori casa, lontani.
Immersi nei nostri impegni – quasi mai prioritari, quelli davvero prioritari
finiscono al secondo posto in questo periodo ( l’amico – collega malato, il
genitore anziano, i bambini che vorrebbero giocare in casa, bevendo
cioccolata calda e ascoltando favole…), – attenti a non dimenticare nessun
regalo (ma ti ricordi di sorridere, di guardare negli occhi chi ti sta
parlando, di chiedere notizie solo per essere vicino a qualcuno?), abbiamo
sempre la sgradevole sensazione di esserci dimenticati qualcosa, di non
essere arrivati dappertutto.
Siamo sempre fuori, fuori di casa, fuori di noi, mai dentro, mai centrati e
quindi mai tranquilli, in una vita liquida, in cui tutto sfugge di mano e
corre, corre…
Tempo di scelte , anche per questo ci è dato l’Avvento : un tempo “forte”,
cioè impegnativo, esigente, costruttivo, per scegliere.
Rifiutiamoci di dare qualsiasi cosa per scontata nella nostra vita,
soprattutto le persone e i rapporti, soprattutto quel rapporto unico e
privilegiato che ciascuno di noi ha con Dio. Non releghiamolo in qualche
angolino di spazio e di tempo, non riserviamogli occasioni straordinarie.

Dio è amore e l’amore, per sua natura, vuole tutto. O tutto o niente.
E come gli amori veri, importanti, essenziali per la nostra vita, va scelto,
non una volta per tutte ma ogni giorno, ad ogni passo, ad ogni difficoltà o
bivio della nostra strada. Scegliere ogni giorno di dare priorità al
rapporto col nostro Dio significa parlarsi, ascoltarsi, confidarsi, fidarsi,
chiedersi, come facciamo con coloro che amiamo : – Cosa facciamo ora, in
questa circostanza? Cosa è meglio, secondo te? Questa è a realtà, come la
affrontiamo insieme? Come posso vivere e testimoniare il tuo Vangelo qui
e ora?-
Torna più volte nel mio modo di parlare e di scrivere, l’immagine e la
sostanza della vita di coppia – riferita al nostro rapporto col Signore – ,
dell’essere innamorati, sposati, del matrimonio tra ciascuno di noi e Dio.
Concepisco così la vita cristiana fin dal Battesimo.
Ogni credente, qualunque vocazione abbia, in qualsiasi forma di vita
esprima la fede, è essenzialmente un consacrato, una persona legata
indissolubilmente a Dio, sposata con Lui prima di tutto e dentro tutto.
Ricordiamoci – come sono lontani dalla nostra mentalità, dal nostro
linguaggio e dalle nostre scelte, certi fondamenti della nostra fede che
davvero rendono la nostra casa costruita sulla roccia! – che il Battesimo ci
ha conferito il “carattere”, un’unione indissolubile con Dio che ha in sé la
possibilità di crescere con noi fino a diventare una cosa sola con Lui……..
Gli lasciamo sempre un angolino così insignificante nelle nostre vite,
scelte, relazioni, gli diamo così poca importanza…
L’augurio è che in questo Natale possiamo ridare a Lui il posto che gli
spetta, il primo, il più importante – essenziale – significativo nella nostra
vita, che Lui si possa prendere tutto e così ci restituisca a noi stessi, ci
rimetta al nostro posto, quello di creature infinitamente amate,
importanti al punto che ci ha scelti e sposati, uno ad uno, il posto di
persone che, in quanto amate così, gratuitamente e senza misura, hanno in
sé la possibilità di amare allo stesso modo. E’ un bell’esercizio, una bella
esperienza da fare in questo Natale: sentirci amati, lasciarci avvolgere da
questo amore – senza ostacolarlo con inutili sensi di colpa o di inadeguatezza – e amare alla stessa maniera, senza condizione nel modo
impegnativo dell’essere creativi…
BUON NATALE!

PREGHIERA PER OGNI GIORNO DEL NUOVO ANNO

RIT. Donaci, Signore, occhi per vedere, un cuore per amare e tanto
fiato per camminare.

Chiedendoti occhi per vedere, ti supplichiamo di darci i tuoi occhi per
vedere come vedi tu il mondo. Rendici docili alla tua parola che illumina e
trasforma ogni vita.

Donaci un cuore per amare, un cuore di carne, non un cuore di pietra, per
amare Dio e gli uomini. Donaci il tuo stesso cuore per amare veramente
dimentichi di noi stessi. Abbiamo bisogno che ci venga innestato il tuo
cuore al posto del nostro che batte tanto male quando si tratta degli
altri. Che sia tu, Signore, ad amare attraverso di noi.
Donaci il tuo cuore per amare nostro Padre. Donaci il tuo cuore per amare
Maria, nostra Madre. Donaci il tuo cuore per amare i tuoi fratelli, che
sono anche i nostri, per amare quaggiù, sulla terra, coloro che ci hanno
preceduto in cielo; per amare anche i nostri vicini sulla terra, che talvolta
ci pestano i piedi, consapevolmente o inconsapevolmente.

E donaci tanto fiato affinché non rimaniamo per strada ansimanti;
affinché i nostri polmoni siano sempre pieni di ossigeno e di aria
tonificante; per aiutarci ad avanzare verso il domani senza guardare
indietro né misurare lo sforzo. Fiato perché possiamo affrontare ciò che
gli uomini, e quindi tu, si attendono da noi.
Fiato per sperare di nuovo come se la vita cominciasse proprio questa
mattina; per sperare contro i venti e le maree grazie alla tua presenza e
alla tua promessa, portando in noi tutte le speranze degli uomini, ma
anche tutta la loro pena.

Signore, ho bisogno dei tuoi occhi: dammi una fede viva. Ho bisogno del
tuo cuore: dammi una carità a tutta prova. Ho bisogno del tuo soffio:
dammi la tua speranza, per me e per la tua Chiesa.
Affinché la Chiesa di oggi sia una testimonianza per il mondo e che il
mondo riconosca i cristiani dal loro sguardo luminoso e sereno, dal calore
del loro cuore e da quell’ottimismo invincibile che sgorga dalla fonte
nascosta e inalterabile della loro gioiosa speranza.

(Card. Suenens)