Quaresima 2020 – Prima settimana

Di   08/03/2020

Il primo giorno di Quaresima, quest’anno, mentre pregavo e chiedevo al Signore di indicarmi il percorso da compiere in questi 40 giorni, ho subito incontrato il bellissimo Salmo 102, letteralmente un inno di gioia, di
profondo ringraziamento. Guidata dal Salmo – preghiera antichissima, che Gesù avrà pregato chissà quante volte perché faceva parte della tradizione ebraica- ho ripercorso il mio passato ed il presente, cogliendovi gli innumerevoli motivi di gratitudine, a partire dal dono della vita, della vocazione, dell’amore e dell’amicizia in tutte le sue forme, la natura, il gusto della vita, le capacità, le attività, il silenzio e la parola, la musica, gli ambienti e le persone.

Il Salmo 102 mi ha subito indicato una prima direzione da prendere: cercare ed esprimere i motivi di ringraziamento presenti ogni giorno nella vita, in quella personale e intorno a me. Questo è anche il primo passo che il Card. Martini suggerisce per prepararsi al Sacramento della Riconciliazione o Confessione.

RINGRAZIARE : parola fuori moda per noi, sempre di corsa, convinti che tutto ci sia dovuto, abituati a dare tutto per scontato, ad accumulare cose-rapporti-esperienze in modo ingordo e superficiale, privo di sensibilità e di sentimenti. Ringraziare, accorgendoci che davvero tutto è dono; che tutto è prezioso, unico, personale. Ringraziare per vivere pienamente, senza superficialità e senza possedere, con quella leggerezza propria di chi è libero. Ringraziare per sentirci responsabili di trafficare i doni ricevuti per moltiplicarli, donandoli, a nostra volta.

A questo proposito, condivido con voi la riflessione di un sacerdote, don Luciano Locatelli, che così introduce la Quaresima: “Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro?“ (Mt.9, 14-15). Gesù si presenta come il Dio-con-noi e lui stesso dirà ai suoi :”Ecco, io sono con voi per sempre…”.

La coscienza forte della sua presenza nella nostra storia , il suo continuo farsi prossimo a noi tutti ci invita a vivere in profondità la dimensione della festa nella nostra quotidianità. Non siamo “vispe terese”, persone distratte, lontane dalle fragilità dei fratelli e delle sorelle che sono con noi (così come dalle nostre fragilità); pur coscienti del dolore del mondo entriamo in esso “vestiti a nozze” perché il Maestro continua ad accompagnare i nostri passi. Smettiamo dunque gli abiti del lutto, le facce perennemente tristi di chi vede solo sventura e male in ogni cosa. Il Padre non ha bisogno dei nostri digiuni, ma di cuori allenati ad amare nel suo stile, di cuori che sanno apparecchiare banchetti di vita, di speranza, di cuori che si fanno prossimi e condividono gioie e speranze. Se la legge prescrive il digiuno, noi rispondiamo con la condivisione; se la legge impone il sacrificio, noi rispondiamo con la misericordia; se la legge obbliga alla stretta osservanza, noi rispondiamo con la libertà che viene da un cuore che ama appassionatamente, come il cuore del Padre. E a chi ci rimprovera di essere irrispettosi della legge e della prescrizione canonica, noi diciamo che non possiamo non essere così perché abbiamo ricevuto il Vangelo, il felice annuncio che fa di noi persone felici e libere. “

buona Quaresima a tutti!
Sr. Amelia