Gli amici

  A CERCHI CONCENTRICI… ovvero “IL GRUPPO DEGLI AMICI”

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All’inizio, circa 15 anni fa, non c’era l’Associazione “Casa di Lazzaro”, c’erano degli amici: persone che condividevano preghiere e progetti con calore, creatività, intraprendenza. Vivevano – com’è ancora oggi – sparpagliati su e giù per l’Italia e partecipavano come potevano al sogno che si andava delineando: fotografavano il vecchio convento, immaginando che alcuni ci avrebbero vissuto, altri vi avrebbero sostato nei diversi momenti, lieti e faticosi  della vita, altri ancora sarebbero solo passati seminando e raccogliendo amicizia, preghiera, lavoro, dispiaceri, gioie, sogni, delusioni, progetti. Fin da allora molti di loro hanno lavorato qui per rendere agibile il convento, godibile il prato, coltivando l’orto e riempiendo il chiostro di fiori. Di alcuni di loro racconterò diffusamente in una piccola pubblicazione che faremo circolare. Da parecchio tempo sto pensando che dobbiamo trovare un modo per far sentire a queste persone la nostra gratitudine ed anche la consapevolezza della loro vicinanza. Perciò vorrei tornare all’immagine che usavamo all’inizio, a proposito degli amici: quella di un “cerchio grande” nel quale non è necessario essere soci, dove non si chiede una condivisione, un servizio, la partecipazione, ma la si riconosce. Cioè si dice alle persone: visto che ti interessa quello che facciamo, visto che in alcune occasioni ci hai aiutato, ti sentiamo parte del gruppo degli “AMICI DELLA CASA DI LAZZARO”. Vedremo poi, insieme, come esprimere questo riconoscimento. Ora vorrei soltanto offrire a tutti gli amici, “vecchi” e nuovi, un piccolo segno di questa appartenenza: una decina del Rosario che darò personalmente a coloro che riuscirò ad incontrare e cercherò di far avere a tutti gli altri, in modi diversi. Le stesse decine sono dono di amici, Giulio e Vania, e sono il frutto di una condivisione nella fede , fatta di vicinanza e partecipazione. La decina del Rosario può essere una preghiera semplice, essenziale ed evangelica che ci unisce tutti. Ci ricorda che l’unico davvero importante è Dio. Ci invita ad affidarci alla maternità di Maria. Per la sua forma circolare ci ricorda il “cerchio grande” di cui parlavamo spesso all’inizio, quel condividere, ciascuno a modo suo, lo spirito dell’Associazione: essere una presenza semplice, radicata nella fede e vicina all’uomo, soprattutto se ferito e in difficoltà. Per questo abbiamo sempre affermato che l’Associazione si vive “a cerchi concentrici”, perché, convergendo tutti verso di Lui, unico necessario, ciascuno esprime la sua appartenenza più o meno da vicino e con modalità e intensità diverse. Vorrei mettere il gruppo degli amici sotto la protezione di tre “amici” speciali, che sono già nell’eternità e ci possono aiutare in questo viaggio della vita come hanno già fatto quando erano sulla terra:

  • Don Luigi Squarcia, parroco di Acquapendente, partito per il cielo il 24 marzo 2010
  • Sergio Pallotta, amico della prima ora insieme alla moglie Lia, partito per il cielo il 26 luglio 2006
  • Don Ettore Parretti, parroco di S. Ippolito a Roma, partito per il cielo il 15 gennaio 2006

In modo diverso hanno amato e sostenuto quanto stava nascendo ad Acquapendente e restano nella nostra memoria e nel nostro cuore. E vorrei affidare questo “cerchio grande” degli amici alla Madonna del Buon Consiglio il cui quadro, donato proprio da don Luigi, si trova nella chiesa del convento, qui ad Acquapendente. Davanti a lei giorno e notte brucia un lume che parla di ciascuno e presenta al Signore, tramite Sua Madre, le nostre preghiere. Metteremo accanto al lume una scatola con le intenzioni di preghiera di ognuno ed i nomi di coloro che desiderano essere affidati a Lei. Credo non ci sia modo migliore per rispondere all’affetto di molti e mettere in buone mani le loro vite.